Fedez: "Le lacrime? Ormoni sincronizzati con Chiara. Ho urlato 'Kobe Bryant' prima di esibirmi"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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(Photo: Rai)
(Photo: Rai)

“Il terrore delle prove ha lasciato posto all’emozione. È stato un misto di cose. Vivo in semilockdown da mesi in compagnia di una donna incinta, forse abbiamo gli ormoni sincronizzati. Poi ci sono stati gli alti e bassi di questa avventura come il rischio di esclusione. Insomma, sono particolarmente sensibile in questo periodo”. Fedez spiega così al Corriere della sera la sua commozione sul palco dell’Ariston, al termine dell’esibizione. Il rapper, stretto in un abbraccio con Francesca Michielin, ha mostrato gli occhi lucidi in camera, dopo aver cantato la loro “Chiamami per nome”. La sua compagna d’avventura sanremese commenta col quotidiano quel momento.

Federico mi piace perché appartiene a un mondo, quello hip hop, che in genere è machista. È bello vedere una persona emotiva che espone la propria fragilità. Viviamo in un’epoca in cui tutti ti dicono, anche a noi donne e non mi piace perché io quella cosa non ce l’ho fisicamente, che devi essere cazzuto. Noi non rispettiamo quel canone

Sul palco, le aste dei loro microfoni poste a due metri di distanza erano unite da un nastro: “Il senso è che nonostante la distanza siamo uniti. Il bianco simboleggia la pagina bianca, la luce, la rinascita”. Per entrambi, l’ansia prima dell’esibizione era tanta:

Fedez: “Continuavo a ripassare l’attacco... ma ero fuori tonalità. Francesca mi ha intimato di smetterla per non mandarla in confusione. Mi sono fermato e ho gridato il nome di Kobe Bryant: amo il basket e lui è un campione che mi ha sempre ispirato”.

Michielin: “Io ho pensato a Rino Gattuso. Cose che capitano dopo 1 anno passato a casa in pigiama”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.