Fedez vs Bocelli: "Gli presento il mio amico: 18 anni e un trapianto ai polmoni subìto"

Ilaria Betti
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(Photo: Instagram)
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“Se non conoscete nessuno che sia stato in terapia intensiva e vi permettete di instillare il dubbio che la pandemia sia stata fantascienza vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh”: è questo il messaggio che Fedez ha pubblicato su Twitter in risposta alle dichiarazioni “negazioniste” di Andrea Bocelli sul coronavirus. Il suo non è l’unico commento contrariato alle affermazioni del tenore: “Bocelli si faccia un giro nelle terapie intensive di Bergamo, Alzano Lombardo, Treviglio”, si legge in uno dei tanti tweet.

Il post pubblicato dal rapper è accompagnato dalla foto insieme al diciottenne ridotto in fin di vita per il Covid-19, salvato grazie ad un trapianto di entrambi i polmoni, che il virus gli aveva letteralmente ‘bruciato’ rendendolo incapace di respirare nel giro di pochi giorni.

Un’esperienza concreta, dunque, come quella che hanno vissuto centinaia di persone colpite - direttamente o indirettamente - dal Covid-19, e che ora non ci stanno ad accettare la frase del tenore, che in Senato ha affermato: “Io conosco un sacco di gente, ma non ho mai conosciuto nessuno che sia andato in terapia intensiva, perché questa gravità?”. “Quindi i 70 camion che hanno portato via le salme da Bergamo erano una montatura?”, si chiede un utente. Gli eco un altro: “Offendere in un sol colpo i morti, le loro famiglie, i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari e tutti quelli che hanno vissuto dolore, solitudine e la disperazione. Quanta pochezza”, scrive un utente.

C’è anche chi allega una foto della “prigione” in cui Bocelli avrebbe trascorso il momento cruciale della pandemia: ”‘Mi sono sentito e offeso e umiliato dal lockdown’ dice #Bocelli che ha ‘subito’ La reclusione anti #COVID19 in una tenuta da 140 ettari in Toscana. Con piscina”.

Qualcuno cerca di rinfrescargli la memoria: “Dite a #Bocelli che noi operatori sanitari ci siamo vestiti con tute, mascherine Ffp3, occhiali e visiere non perché fosse carnevale o perché ci divertissimo (si sudava da morire e si respirava male) ma per proteggerci dai pazienti gravi covid positivi. Li abbiamo visti eccome”, si legge in un tweet. E ancora: “A #Bocelli vorrei raccontare della mia collega entrata in ospedale il giovedì e che è morta il sabato in terapia intensiva. A lui vorrei raccontargli che le mancavano otto mesi per andare in pensione dopo una vita di lavoro. Vorrei raccontarglielo e poi sputargli in faccia”.

Nel mare magnum di esperienze e di commenti negativi, spunta anche chi cerca di difenderlo: ”#Bocelli non ha negato il #coronavirus. Ha detto che l’epidemia è meno grave di come i media la raccontano - scrive un utente - Che il #lockdown era sproporzionato. Che mascherine e plexiglass rovineranno i nostri bambini. Ha detto la verità. Una certa Italia di servi laidi non glielo perdonerà mai”.

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Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.