Fegato grasso: scoperto il meccanismo di origine nell'intestino -2-

Red/Apa

Roma, 11 set. (askanews) - La ricerca apre nuove frontiere e prospettive di cura per malattie come il fegato grasso o la steatoepatite non alcolica. "Proseguendo nelle nostre ricerche - continua Rescigno - abbiamo osservato che inibendo l'apertura della barriera vascolare o attraverso un metodo genetico o utilizzando l'acido obeticolico (OCA), siamo in grado di chiudere la barriera e non permettere a componenti batteriche di entrare in circolo e quindi di sviluppare la malattia".

La ricerca è stata finanziata dalla Comunità Europea, nell'ambito dei Consolidator Grants dello European Research Council (ERC).

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una malattia del fegato caratterizzata dall'accumulo di grasso (lipidi) nel fegato. A differenza della steatosi epatica (il fegato grasso identificato con la sigla NAFLD) è caratterizzata da una condizione più grave in cui il fegato è soggetto a processi infiammatori, di cicatrizzazione e morte dei tessuti (necrosi), che alterano in modo definitivo la funzionalità dell'organo. È una malattia epatica cronica che può evolvere fino allo stadio di cirrosi epatica e portare ad insufficienza epatica.

E' una patologia molto comune in Italia; nel nostro paese soffre di questo disturbo almeno il 20% degli italiani e le cause principali sono il sovrappeso e l'obesità, da imputare ai cambiamenti nelle nostre abitudini alimentari che ci hanno portato a seguire diete ricche di cibi industrializzati con alto tasso calorico e lipidico.