Femminicidio Biagi: Inps non chiederà rimborso di 124mila euro

femminicidio Biagi

A 6 anni dalla morte di Cristina Biagi, l’Inps ha chiesto, mediante una missiva inviata alle figlie della vittima di femminicidio, un risarcimento di 124mila euro. Pronto l’intervento del Presidente Mattarella, che ha chiamato la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. L’Inps è intervenuto confermando che non verrà richiesto alcun rimborso.

Femminicidio Biagi, Inps chiede risarcimento

Non c’è pace per la famiglia Biagi. A 6 anni dalla tragica morte di Cristina, uccisa dall’ex marito Marco Loiola nel 2013, ora il caso torna in auge, ma non per ulteriori sviluppi sul femminicidio.

Il caso è tornato alla ribalta delle cronache per via del risarcimento richiesto dall’Inps alle figlie minorenni della vittima. I 124 mila euro in questione sarebbero destinati a Salvatore Galdiero, l’uomo che in quel tragico giorno fu colpito da sei proiettili prima che Cristina venisse uccisa dall’ex marito.

Secondo l’ente, ora spetterebbe proprio alle figlie minorenni e orfane il compito di risarcire l’uomo gravemente ferito nella sparatoria.

Femminicidio Biagi, interviene Mattarella

La vicenda ha riscosso tanto clamore mediatico, tanto da far intervenire il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha chiamato subito la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo per discutere la questione.

Intanto, anche il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova è intervenuta sull’accaduto, esprimendo la sua opinione in un post su Facebook: “Come Stato abbiamo il dovere di proteggere le vittime di femminicidio, non di vessarle. L’Inps rinunci al recupero coattivo di quelle somme, troviamo una soluzione a questo crudele paradosso. Quelle due giovanissime donne hanno già pagato un prezzo altissimo”.

Tridico (Inps): “Non chiederemo rimborso”

Sulla vicenda è intervenuto l’Inps con una dichiarazione, rilasciata a Radio Capital, dal presidente Pasquale Tridico: “La lettera con la richiesta di risarcimento è un atto dovuto, ma l’Inps ha già contattato i familiari avvisandoli che non ci sarà alcun atto esecutivo. La situazione era già nota e da ieri sono in contatto con la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, per trovare una soluzione definitiva e strutturale nel rispetto della legge perché dobbiamo sempre agire all’interno delle norme”.