Femminicidio Bologna, "Padovani voleva un video ogni 10 minuti"

Alessandra Matteuzzi (Foto Facebook)
Alessandra Matteuzzi (Foto Facebook)

Spuntano nuovi, angoscianti particolari nell'omicidio di Alessandra Matteuzzi, la 56enne uccisa dall'ex fidanzato a Bologna. La donna aveva raccontato ai carabinieri che l'uomo, Giovanni Padovani, calciatore, la controllava in modo ossessivo chiedendole testimonianze video e foto "ogni 10 minuti". Video e foto che lei doveva mandargli più volte al giorno, così che lui sapesse esattamente dove lei si trovava e chi frequentava. Nei video doveva essere ben visibile l'orario e il luogo della registrazione.

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Dalle testimonianze raccolte, poi, emerge anche che Padovani avrebbe continuato a "percuotere la vittima", "giungendo finanche a prendere una panca in ferro battuto, presente sotto l'atrio", e a scagliarla "più volte contro" la donna. Intanto, Giovanni Padovani durante l'interrogatorio davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere. "È molto provato", ha detto il suo legale.

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Il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, ha detto: "Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare. L'episodio che poi si è verificato è stato qualcosa di diverso e imprevedibile rispetto al contenuto della denuncia che rappresentava episodi di molestie, spesso via social. Non di violenza". Il fatto che il rapporto dei carabinieri fosse atteso per fine agosto, un mese dopo la denuncia, è "perché alcune delle persone da interrogare erano in ferie", ha spiegato Amato. A suo dire, non c'erano gli estremi per un divieto di avvicinamento o per far scattare una vigilanza sotto casa: "La denuncia era per fatti di molestie da riscontrare. I processi non si fanno sul sentito dire o solo sulle denunce. Non c'era la rappresentazione di una possibile violenza".

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L'avvocato Giampiero Barile, che è stato nominato a rappresentare la sorella di Alessandra Matteuzzi, ha invece detto: "L'indagato esercitava nei confronti della vittima un controllo ossessivo. La teneva sotto scacco a distanza, chiedendole spessissimo di mandare foto e video del luogo in cui si trovava e delle persone che frequentava spinto dalla gelosia".