Femminicidio di Bologna, il nipote della vittima: “Mi aspetto non paghi solo l’ex”

Femminicidio di Bologna, il nipote della vittima: “Mi aspetto non paghi solo l’ex” (Foto Facebook)
Femminicidio di Bologna, il nipote della vittima: “Mi aspetto non paghi solo l’ex” (Foto Facebook)

"Mia zia era una persona di cuore e non si meritava tutto questo, spero che questo episodio serva a cambiare le cose”. Lo ha detto Matteo Perini, nipote di Alessandra Matteuzzi, la 56enne massacrata di botte e martellate a Bologna dall'ex fidanzato Giovanni Padovani, 27 anni, che la donna aveva denunciato per stalking a luglio. Intanto la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha chiesto agli uffici dell'Ispettorato di "svolgere con urgenza i necessari accertamenti preliminari, formulando, all'esito, valutazioni e proposte". Un'iniziativa presa a fronte delle ricostruzioni di stampa sul femminicidio di Bologna.

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Omicidio di Alessandra Matteuzzi: la ricostruzione

La vittima è stata aggredita e finita a martellate dall’ex compagno mercoledì sera poco dopo le 21 all’ingresso del palazzo condominiale in cui abitava. A chiamare le volanti erano stati dei vicini, allarmanti dalle urla della donna. Una volta arrivati i soccorsi però, la situazione era già critica per Alessandra che è morta poco dopo l’arrivo in ospedale. Sul posto era presente anche l'aggressore, arrestato per omicidio aggravato su disposizione della Procura.

Giovanni Padovani, appostato già da qualche ora in via dell'Arcoveggio, alla periferia di Bologna, non ha lasciato scampo alla sua ex, che durante l’aggressione era al telefono con la sorella. "È scesa dalla macchina e ha cominciato a urlare: no Giovanni, no, ti prego, aiuto. Io ero al telefono, ho chiamato immediatamente i carabinieri che sono arrivati subito. Io abito a 30 chilometri. Alla fine l'ha massacrata di botte", ha raccontato la donna al Tgr Rai Emilia-Romagna.

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La vittima aveva denunciato l’ex, la Procura: “Stalkeraggio molesto”

Alessandra Matteuzzi a fine luglio aveva presentato denuncia contro l'ex compagno, il quale aveva ricevuto il divieto di avvicinamento dal giudice. Il 27enne, però, sarebbe arrivato mercoledì a Bologna in aereo dalla Sicilia, regione in cui svolge la professione di calciatore, e poi sarebbe andato ad attendere la donna sotto casa.

Mi aspetto che lui marcisca in galera, ma che non paghi una persona sola, altrimenti succederà di nuovo", ha rimarcato il nipote. La Procura però ha dichiarato di avere fatto tutto quello che era in suo potere: “In questa vicenda non si può parlare di mala giustizia”, ha precisato il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato. “La denuncia è stata accolta a fine luglio, il primo agosto è stata immediatamente iscritta e subito sono state attivate le indagini che non potevano concludersi prima del 29 agosto perché alcune persone da sentire erano in ferie. Noi quello che potevamo fare lo abbiamo fatto”. Il Procuratore ha poi concluso: “Dalla denuncia della vittima non emergevano situazioni di rischio concreto di violenza, era la tipica condotta di stalkeraggio molesto”.

La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, intanto, ha chiesto agli uffici dell'Ispettorato di "svolgere con urgenza i necessari accertamenti preliminari, formulando, all'esito, valutazioni e proposte".

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Il pm Domenico Ambrosino ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere per Giovanni Padovani, accusato di omicidio aggravato dallo stalking. L'udienza è stata fissata davanti al Gip per venerdì mattina.

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