Femminicidio, Sicca (Federpol): 'Diverse forme violenza fisica, c'è anche quella economica'

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"Il femminicidio è un neologistico coniato per la prima volta nel 1990. Dal 1° gennaio al 10 settembre di quest'anno sono 46 le donne vittime di femminicidio". A dirlo Milene Sicca, presidente comitato studi legislativi Federpol, intervenendo al 64° congresso nazionale Federpol in corso al Grand Hotel Villa Torretta Milan Sesto e che ha scelto come tematica il femminicidio, argomento, purtroppo, ancora troppo presente nelle pagine di cronaca nazionale, e la pandemia di certo non ne ha diminuito il volume di casi. Difatti, con il lockdown il numero di episodi di violenza domestica sono aumentati.

"Sono diverse - ha ricordato - le forme di violenza fisica; c'è anche quella economica che sfrutta la situazione che si viene a creare costringendo la vittima a continuare a sopportare. E' un ciclo della violenza definito come un progressivo vortice in cui viene inghiottita la donna. Dal dipartimento delle Pari opportunità emerge che un dato preoccupante è il fatto che nonostante le aggressioni fisiche e sessuali siano diminuite nei numeri assoluti, aumenta la gravità delle violenze. I partner che hanno causato lesioni passano dal 26,3% al 40,2% e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita è salito dal 1,8% al 34,5%".

"Ci sono i reati riconducibili alla violenza di genere - ha affermato - come emerge dal monitoraggio del Servizio analisi criminale, i cosiddetti reati spia: atti persecutori, maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenze sessuali. Sono stai stanziati 3 milioni di euro per aiutare le donne. Molte però non denunciano per motivi culturali, economici e per questo bisogna attuare un'pera di contrasto per ridurre il fenomeno".

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