Fentanyl, la droga letale è anche in Italia ma è ancora poco diffusa

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Nel 2018 il presidente Trump aveva dichiarato “emergenza nazionale”: la causa è il Fentanyl, la droga che negli ultimi anni ha causato la morte per overdose di migliaia e migliaia di giovani negli Stati Uniti. Ed è triste dover associare il nome di tale “arma” mortale a quello dello chef Andrea Zampironi, lo chef del Cipriani che, dopo la sua scomparsa, è stato ritrovato purtroppo privo di vita. Questo oppioide rappresenta la prima causa di mortalità tra i giovani. In America i soccorsi, i poliziotti e i vigili del fuoco girano tutti con il naloxone, il farmaco di primo intervento per contrastare gli effetti del Fentanyl.

Fentanyl, la droga è arrivata in Italia

La droga Fentanyl è mortale in piccole, piccolissime dosi: basta toccarne e inalarne anche un singolo microgrammo, come ha spiegato Simona Pichini, esperta di nuove droghe e prima ricercatrice all’Istituto Superiore di Sanità. «Il Fentanyl e le sostanze illegali simili sono fra 100 e 1000 volte più potenti dell’eroina». In Italia tale tipo di droga sembra essere ancora poco diffuso: i sequestri sono stati davvero pochissimi. Eppure, nel nostro Paese tra il 2016 e 2017 le morti per overdose sono salite del 9,7% dopo 15 anni di calo.

La notizia che lascia allibiti è che il Fentanyl non proviene dal mondo dello spaccio, ma da quello dell’industria farmaceutica, dov’è utilizzato come anestetico e antidolorifico. Fra le vittime più famose al mondo, il cantante Prince. In Italia comunque sono al momento due i casi di morte per Fentanyl: dopo un anno e mezzo di indagini, si è capito che la morte nell’aprile 2017 di un 39enne di Milano era stata causata proprio da questa droga, che l’uomo aveva acquistato sul web.