Ferrari, due settimane di chiusura produttiva

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A partire da lunedì, per gli stabilimenti Ferrari di Maranello e Modena, tutti i dipendenti (a eccezione di quelli impegnati in lavoro agile o smart working e, a rotazione, quelli impegnati nella salvaguardia degli impianti che garantiranno la continuità aziendale) osserveranno due settimane di astensione dal lavoro. La decisione arriva dal comitato esecutivo tra azienda e Fim Cisl, che si è svolto stamani. 

"Il periodo sarà coperto da istituti contrattuali pagati interamente dall'azienda - spiega la Fim Cisl Emilia Centrale -. In queste due settimane, in continuità con il massimo impegno sempre profuso da Ferrari, saranno apportate ulteriori modifiche agli impianti e uffici, per implementare le misure a tutela della prevenzione, igiene, salute e sicurezza dei lavoratori. Per garantire quanto sopra, sarà anche compito sindacale continuare a svolgere un puntuale, preciso e costante monitoraggio. Durante il periodo di chiusura di due settimane, le parti continueranno a incontrarsi per verificare l'evolversi della situazione". 

Questo provvedimento, sottolinea Giorgio Uriti, segretario generale dei metalmeccanici Cisl modenesi e reggiani, "è una ulteriore conferma del costante impegno negoziale e relazionale del sindacato, in particolare della Fim-Cisl, che è stata una volta ancora determinante. Lo smart working, che riguarda circa l’80% degli impiegati, garantisce di fatto la continuità aziendale". 

Allo stesso tempo la Ferrari, prosegue Uriti, "alla quale riconosciamo l’impegno che ha messo da subito nella piena applicazione dei decreti del Governo, prenderà ulteriori misure per la maggior tutela possibile dei suoi dipendenti. Saremo impegnati anche in queste due settimane per garantire ai lavoratori prevenzione, igiene, salute e sicurezza, vigilando sulla condizione lavorativa che i dipendenti troveranno al rientro da questo periodo". 

Le organizzazioni sindacali hanno proposto di avviare una raccolta fondi, libera e volontaria, tra i lavoratori, per poter destinare una quota del proprio salario alla sanità pubblica dell'Emilia-Romagna. L’iniziativa, spiega la Cisl, intende sostenere "in modo tangibile gli immensi sforzi che, con esemplare coraggio e abnegazione, il personale sanitario sta mettendo in campo in questa emergenza".