Ferrero arrestato per bancarotta, le accuse e i reati contestati

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Libri contabili sottratti, spuntano leasing per una Ferrari e uno yacht, un furto d'auto denunciato con carteggi. Sono alcuni dei reati contestati a Massimo Ferrero, arrestato per bancarotta. L'ex presidente della Sampdoria, si legge nell'ordinanza, "in esecuzione di un disegno criminoso quale amministratore di fatto della società Ellemme Group Srl dal 7 dicembre 2010 al 23 dicembre 2013" in concorso con il liquidatore della società "sottraevano/distruggevano in tutto o in parte con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto o di recare pregiudizio ai creditori, i libri o le altre scritture contabile, in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari".

"In particolare il 13 febbraio 2014 veniva denunciato il furto di un'auto, un'Audi, all'interno della quale vi era custodita una borsa in pelle contenente, tra le altre, tutta la documentazione contabile", si legge nel capo di imputazione contenuto nell'ordinanza del gip nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Paola.

Nell’inchiesta, che riguarda il crac di 4 società in Calabria, a vario titolo vengono contestati agli indagati la bancarotta fraudolenta aggravata, false comunicazioni sociali e una serie di reati societari. Nel capo di imputazione si fa riferimento anche al fallimento di altre società, come la Blu Cinematografica Srl, la Blu line srl e la Maestrale Srl. Anche in questi casi a Ferrero e agli altri indagati viene contestato di aver distrutto o sottratto in tutto o in parte i libri e altre scritture contabili della società fallita con la stessa modalità.

Fra le accuse c'è anche la ‘distrazione’ di oltre 200mila euro compiuta attraverso un contratto di leasing per una Ferrari. Ferrero e un altro indagato, in particolare si legge nel capo di imputazione, "cagionavano il fallimento della ‘Società Maestrale Srl in quanto dal 12.03.2009 al 14.03.2013, distraevano dal patrimonio sociale la somma complessiva di 201.434 euro. In particolare, la fallita stipulava contratto di leasing riferito all’autovettura marca Ferrari modello F430 Spider, pagando l’intero piano d’ammortamento di 246.434 euro ed alienandola successivamente alla società ‘V Production Srl introitando soltanto 45mila euro. Pertanto veniva distratta la somma complessiva di 2012.434 euro".

Nel capo di imputazione, a Ferrero e un altro indagato, viene contestato anche il contratto di leasing per uno yacht "in presenza di un debito tributario, al 31.12 2017, pari ad euro 497.628, e a fronte di ricavi registrati nel corso del 2007 pari ad euro 285.658, contraendo l’impegno di pagare rate di leasing per un importo annuo pari a 600mila euro per i primi due anni e pari a 950mila euro per i successivi 8 anni, nonostante fosse evidente – in assenza di una vera attività commerciale e di una vera struttura organizzativa della società, nonché tenuto conto dei bilanci degli esercizi precedenti – l’impossibilità di sostenere i costi aziendali e coprire i costi di gestione".

"Non so neanche dove sia il mio assistito. Doveva essere a San Vittore ma alle 15 in carcere non c’era. Ha problemi di salute, stiamo aspettando che lo portino qui a casa a Roma per la perquisizione, ma non so nulla, la GdF non mi dà informazioni". Così all'AdnKronos l'avvocato Giuseppina Tenga, difensore del presidente della Sampdoria.

"Ho chiesto formalmente se era possibile portare qui a Roma il presidente Ferrero per la perquisizione – spiega il legale – ma ho qui in mano il provvedimento di rigetto della procura di Paola con il quale mi è stato comunicato che, per quanto riferito dalla Guardia di Finanza in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, il presidente Ferrero avrebbe detto di avere problemi di salute e quindi si preferisce non trasferirlo".

"Il presidente ha un’ipertensione – aggiunge -, quindi chiaramente l’avrà detto, se poi non è trasportabile per problemi di salute gravi, mi preoccupa, visto che non so dove sia. Nessuno sa niente, né io, né la moglie né i figli sappiano dove sia".

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