Festa della Liberazione: Mattarella all’Altare della Patria

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Festa della Liberazione: Mattarella all’Altare della Patria (Photo by Riccardo Fabi/NurPhoto via Getty Images)
Festa della Liberazione: Mattarella all’Altare della Patria (Photo by Riccardo Fabi/NurPhoto via Getty Images)

Per il 77esimo anniversario della Liberazione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, ha deposto una corona d'alloro all'Altare della Patria. Dopo aver salito la scalinata, il presidente ha osservato un minuto di raccoglimento davanti alla tomba del Milite Ignoto. Sebbene assente, Mario Draghi ha voluto lanciare un messaggio agli italiani: "I valori della Resistenza sono vivi, forti e attuali". Una giornata, quella del 25 aprile, nella quale non sono mancate le polemiche: al corteo romano dell'Anpi sono apparsi striscioni anti-Usa dai quali l'Associazione dei partigiani ha preso le distanze.

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La cerimonia della Liberazione, alla quale hanno presenziato le alte cariche dello Stato, fatta eccezione per il presidente del Consiglio Mario Draghi ancora positivo al Covid-19, è stata più partecipata rispetto agli ultimi due anni segnati dalla pandemia di Covid-19. Mattarella, che nel 2020 depose da solo la corona di alloro, si è poi spostato ad Acerra “città che fu profondamente segnata dai combattimenti e dalle rappresaglie delle truppe naziste".

Parlando ad Acerra, il presidente ha detto: "Tra gli storici c'è concordia nell'assegnare il titolo di resistente a tutti coloro che, con le armi o senza, mettendo in gioco la propria vita, si oppongono a una invasione straniera, frutto dell'arbitrio e contraria al diritto". E pensando allo scoppio della guerra in Ucraina, Mattarella ha riferito: "Nelle prime ore del 24 febbraio siamo stati tutti raggiunti dalla notizia che le Forze armate russe avevano invaso l'Ucraina, entrando nel suo territorio. Come tutti, quel giorno, ho avvertito un pesante senso di allarme, di tristezza, di indignazione. A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe. E, pensando a loro, mi sono venute in mente queste parole: 'Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l'invasor'. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di 'Bella ciao'", ha ricordato il presidente.

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Sebbene assente, anche Draghi ha voluto lanciare un messaggio nel giorno della ricorrenza della Liberazione: "Il 25 Aprile è il giorno della gratitudine verso chi ha lottato per la pace e per la libertà dell`Italia dalla dittatura del nazifascismo. La generosità, il coraggio, il patriottismo dei partigiani e di tutta la Resistenza sono valori vivi, forti, attuali. Oggi celebriamo la memoria della lotta e degli ideali della Resistenza su cui la nostra pace è stata costruita. A tutti gli italiani buona festa della Liberazione", ha concluso il presidente del Consiglio.

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Nella giornata della Liberazione, uno striscione di Rifondazione comunista con la scritta "Basta guerre. Contro Putin e contro la Nato” è apparso a largo Bompiani, a Roma, dove partiva il corteo dell'Anpi. Accanto un altro in cui è rappresentata la morte con la falce ed un mantello con la bandiera americana.

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"Non condivido queste bandiere, sono inopportune, ce ne occuperemo. Siamo grati agli Alleati ed alle migliaia di giovani statunitensi morti per la Liberazione dell'Italia", ha commentato il presidente di Anpi Roma e Lazio, Fabrizio De Sanctis.

Polemica anche per il tweet del presidente della commissione Esteri del Senato, Vito Petrocelli, che ha augurato la festa della "LiberaZione" utilizzando la 'Z' maiuscola, simbolo dell'invasione russa. Il leader del Movimento, Giuseppe Conte, ha fatto sapere di aver già iniziato la procedura di espulsione dai 5 Stelle.

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