Festa di Roma, il cinema per Ethan Coen attraverso la chirurgia

Festa di Roma, il cinema per Ethan Coen attraverso la chirurgia

Roma, 18 ott. (askanews) – Ethan Coen ospite del primo incontro con il pubblico della 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma, ha colto tutti di sorpresa. Il direttore artistico Antonio Monda l’aveva invitato chiedendogli di scegliere un argomento di cui parlare e lui ha voluto parlare di chirurgia nel cinema, portando come esempio alcuni film, da “Jim lo sfregiato”, del 1948, ad “Un medico, un uomo”, del 1991, a “Operazione diabolica” con Rock Hudson, del 1966, al violentissimo “Audition” di Takashi Miike.

“Perché questa scelta? – ha detto candidamente Coen – non prendetevela con me, mi avete chiesto un tema e io l’ho scelto. La chirurgia è qualcosa di molto reale e allo stesso tempo può essere un trucchetto molto interessante, per esempio nei noir anni ’40 si usava la chirurgia plastica per cambiare identità. E’ interessante vedere come cambia nel corso dei decenni”.

Il regista e sceneggiatore di film come “Il grande Lebowski”, “Fargo”, “Non è un paese per vecchi”, ha parlato anche della polemica per l’affermazione di Martin Scorsese, che aveva definito i film Marvel “parchi divertimento, non film” e ha detto di essere d’accordo: “E’ un peccato che anche molti altri film che vengono dagli Studios siano così”. Parlando poi dei suoi film realizzati con il fratello Joel, ha rivelato di non aver mai avuto imposizioni o censure dagli Studios: “Leggono le nostre sceneggiature, sanno come sarà il nostro film – ha spiegato – siamo noi che ci censuriamo continuamente con il montaggio”.

A proposito della compresenza, nei loro lavori, di commedia e tragedia, Coen ha affermato: “Non ci preoccupiamo di fare una commedia o una tragedia, perché si può ridere anche in situazioni terribili. Noi non pensiamo in termini generici, pensiamo a una storia che abbia una sua logica”. E riguardo agli stralunati e goffi personaggi che popolano i loro film, ha detto con ironia: “Se tutto funziona non c’è dramma, se le cose vanno storte la storia va avanti”. Infine, alla domanda sul suo film preferito tra quelli girati, Ethan Coen ha risposto: “Non ne ho uno, non li rivedo mai, ma sono contento di aver fatto ‘A Serious man’, perché è molto legato alla nostra infanzia e a cose che non esistono più”.