Festa di Roma, le 4 “Bellissime” a tutti i costi di Elisa Amoruso

Festa di Roma, le 4 “Bellissime” a tutti i costi di Elisa Amoruso

Roma, 21 ott. (askanews) – Quattro donne, una famiglia e un’ossessione comune: la bellezza. Sono Cristina Cattoni, una madre, e le sue figlie, Francesca, Giovanna e Valentina Goglino, le quattro “Bellissime”, titolo del documentario di Elisa Amoruso, già regista di “Chiara Ferragni – Unposted”, presentato nella sezione Panorma ad Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del cinema di Roma.

Un film nato sulla scia del libro-inchiesta “Bellissime” di Flavia Piccinni (Fandango Libri) sulle baby modelle, il mondo dell’apparire e avere successo fin da piccole, declinato poi nei rapporti tra madri e figlie. Amoruso ha approfondito una di quelle storie raccontate, concentrandosi su questa famiglia di Genova di bionde e bellissime che vogliono avere successo e lottano: dalla madre che a 58 anni ha un fisico mozzafiato e fa la pole dance alle tre figlie che porta fin da piccolissime a fare casting e sfilate: Giovanna, diventata addirittura per anni volto della pubblicità delle Barbie, ora fashion blogger; Francesca anche lei baby modella poi tagliata fuori dalle misure minime richieste, ma comunque sempre pronta a sfilare e a mostrarsi e Valentina che aspira a un reality e alla fama. Il padre, geometra, nel film non appare mai. Ci sono solo loro, attraverso filmati, ricordi, provini, sfilate e momenti in cui emergono sogni, aspirazioni, autenticità ma anche fragilità e voglia di riscatto, soprattutto della madre.

L’intento di Elisa Amoruso era di non giudicare questa donna, “era raccontare la persona vera che c’è dietro questa figura verso cui naturalmente si può avere un pregiudizio quindi cercare di raccontare innanzitutto che il narcisismo riguarda e ha sempre riguardato la nostra società, come ci insegna ‘Bellissima’ di Visconti, soprattutto per una donna e per quanto riguarda Cristina, questa mamma, volevo far empatizzare gli spettatori con il suo personaggio portandoli ad avere sentimenti positivi verso di lei e di comprensione”.

Un realtà quella delle baby modelle, che sembra molto lontana da noi, più americana, ma non è così. “E’ stato un viaggio interessante, poi da documentarista ogni autore deve essere curioso e interessarsi anche a cose lontane: questo mondo della moda, dell’apparire, è molto lontano da me ma quello della famiglia non lo è, quindi raccontare cosa significa essere una mamma all’interno di questo tipo di società e relazioni era per me una sfida molto grande”.

Il docufilm, uscirà come evento al cinema 16, 17 e 18 novembre, poi sulla piattaforma Timvision a metà dicembre.