Festa M5s: rissa giornalisti-attivisti, insulti a inviato Le Iene

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Anche Virginia Raggi ha partecipato alla festa dei 10 anni dalla fondazione di M5s. Una volta arrivata a Napoli, però, la prima cittadina della capitale è stata assalita da giornalisti e militanti. Questi ultimi cercavano in ogni modo di impedire ai reporter di fare domande alla Raggi. “Fatemi parlare un minuto con i cronisti, poi vengo a salutarvi” è intervenuta la grillina. Ma la tensione è salita alle stelle quando è arrivato anche Filippo Roma di Le Iene. “Venduto! Venduto!” tuonavano gli attivisti. In tutto ciò, sono intervenuti gli uomini della sicurezza per prelevare Virginia Raggi nel retro del palco onde evitare situazioni spiacevoli. Dopo alcuni spintoni e schiaffi, infine, la situazione è tornata alla normalità.

Virginia Raggi alla festa M5s

La sindaca di Roma Virginia Raggi è arrivata alla Mostra d’Oltremare di Napoli, dove si sta svolgendo la festa di M5s. Tuttavia, ad accoglierla ci sono state delle tensioni. I giornalisti, pronti a fare domande alla prima cittadina, sono stati bloccati dagli attivisti e dai militanti. In tutto questo è dovuta intervenire la sicurezza: la sindaca grillina è stata accompagnata nel retro del palco. In seguito, Virginia Raggi ha dichiarato: “Siamo in un clima tranquillo, credo che i militanti abbiano solo voglia di stare con noi e sanno che i giornalisti possono parlarci sempre. Mi spiace molto per quanto accaduto, credo che dobbiamo imparare a gestire meglio i tempi, ritagliando degli spazi per tutti”.

L’intervento di Virginia Raggi

La sindaca di Roma ha proseguito: “I servizi pubblici sono l’ossatura del welfare, sono servizi che le persone devono avere, noi li difendiamo con i denti e non privatizziamo. Se diciamo che nessuno deve essere lasciato indietro, e poi dobbiamo chiedere aiuto ai privati, stiamo freschi”. “Questa è l’era della maturità, si raccolgono i frutti di quanto si è seminato tanto che oggi abbiamo capito chi parla alla pancia della gente per il consenso, come sull’immigrazione, senza capire che il tema non è quanti entrano ma cosa fargli fare, l’inclusione. Parliamo di temi seri”. Infine, “dobbiamo essere orgogliosi, stiamo facendo ciò per cui abbiamo sempre lottato”.