Festa nazionale in Ungheria, Viktor Orban “dittatore” fischiato dalle opposizioni

“Orban a casa, Orban dittatore”. La festa nazionale dell’Ungheria che celebra la rivoluzione contro gli Asburgo del 1848 si è trasformata in un atto d’accusa contro il Primo Ministro Viktor Orban, fischiato dai militanti dell’opposizione.

A Budapest non sono mancati i momenti di tensione tra i sostenitori del leader della destra nazionalista e i manifestanti del partito centrista “Insieme” che erano muniti di fischietti da stadio per far sentire la voce della dissidenza. Orban ha preso la parola ribadendo i suoi argomenti classici:

“Dobbiamo fermare Bruxelles. Dobbiamo proteggere le nostre frontiere. Dobbiamo bloccare il ricollocamenti dei migranti” ha detto il Primo Ministro, in rotta di collisione con le autorità europee.

L’imponente dispositivo delle forze dell’ordine ha comunque permesso di mantenere le distanze tra l’opposizione e i sostenitori del governo. In piazza contro Orban anche Laszlo Majtenyi, giurista di 66 anni, che era candidato comune delle opposizioni alla Presidenza.

“Una Nazione che aspira alla libertà non diventa indipendente quando caccia gli oppressori stranieri ma quando caccia i propri leader” ha detto Laszlo Majtenyi, ex-Presidente dell’Autorità per le comunicazioni, incarico dal quale si è dimesso per protesta contro l’intesa raggiunta sotto banco per la ripartizione delle frequenze radio-tv fra socialisti e Fidesz.

Andrea Hajagos, corrispondente di euronews a Budapest: “In Ungheria è ormai la norma che la festa nazionale diventi una giornata di discussione su questioni politiche. Probabilmente sarà tanto più vero il prossimo anno, in occasione della campagna elettorale”.

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