Festa nonni, Cna: riconoscere loro ruolo fondamentale

Gci

Roma, 2 ott. (askanews) - I nonni non meritano di essere "celebrati" solo una volta all'anno. La festa a loro dedicata, anzi, rischia di diventare un appuntamento meramente consumistico. A ricordarlo oggi, nel giorno della Festa dei nonni, è CNA Pensionati che invita a riflettere sul ruolo di una figura basilare nella quotidianità familiare e sociale.

"Proprio in occasione di questa Festa ci sembra utile chiedere il superamento di stereotipi come il vecchietto che regala caramelle ai nipoti o l'attempata massaia in grembiule che sforna dolci fatti in casa. Il ruolo degli over 65, oggi sempre più attivi e tecnologici, deve essere riconosciuto come centrale per il futuro dell'economia italiana", spiega Giovanni Giungi, presidente di CNA Pensionati.

Secondo CNA Pensionati, le smart city, le case e la mobilità intelligente devono essere progettate a misura di over 65 ed è necessario immaginare la cosiddetta silver economy come un filone di sviluppo economico. Non basta. Vanno non solo enunciate ma anche praticate politiche di invecchiamento attivo che coinvolgano i pensionati in un ruolo dinamico, e non marginale, per lo sviluppo del Paese. Proprio per questo CNA Pensionati ha firmato il protocollo di intesa 'Nonni per le città' con l'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e sta organizzando numerose iniziative sul territorio.

"Occorre anche riconoscere il fondamentale apporto dei nonni alla crescita dei nipoti perché è sugli anziani che si fonda il welfare familiare italiano. I nonni - conclude Giungi - sono una colonna portante della nostra società: il loro ruolo, anche culturale ed educativo nei confronti delle nuove generazioni, dev'essere concretamente valorizzato".

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    "Oggi è il 31 maggio e circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l'università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell'Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta". Così Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, a 'Mezz’ora in più' su Rai 3. "Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l'hanno fatta - ha aggiunto Zangrillo - non si può continuare a portare l'attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma". Quindi ha concluso: "I tamponi eseguiti attualmente negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale, dal punto di vista quantitativo, assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti uno o due mesi fa".

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    "Sono letteralmente scioccata dai metodi che Conte e la sua cricca utilizzano a Palazzo Chigi. Facciamo chiarezza: 1. Per il 2 giugno abbiamo organizzato una manifestazione come centrodestra non lontano dall'Altare della Patria; 2. Trattandosi della Festa della Repubblica, una ricorrenza che rappresenta tutti gli italiani, abbiamo pensato fosse giusto deporre una corona d'alloro al Milite Ignoto; 3. Abbiamo presentato la richiesta al Ministero competente, che l'ha inoltrata a Palazzo Chigi; 4. Alle 18 di oggi apprendiamo DAI GIORNALI che la richiesta è stata rifiutata. Qualcuno da Palazzo Chigi si è messo a chiamare tutti i giornalisti per raccontare che la richiesta era stata rifiutata perché la deposizione di fiori era considerata irrispettosa del Presidente della Repubblica che già la depone in rappresentanza di tutti; ". Lo scrive su Facebook Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, pubblicando il testo e gli orari di invio e ricezione della risposta inviata dal Ministero della Difesa in serata. "5. Quando i giornalisti avvertiti hanno cominciato a chiamarci noi non sapevamo nulla perché ancora attendevamo una risposta; 6. La risposta, con il diniego, a noi è arrivata alle 20. Motivazione del no? 'Impossibilità tecnica'. Morale: volevamo solo deporre una corona d'alloro in memoria del Milite Ignoto. Se in quel giorno non era possibile, o non era istituzionalmente rispettoso, bastava dirlo", si legge ancora. "Invece -prosegue- si è pensato che anche questo nostro gesto fosse un'occasione per fare propaganda contro di noi. Perciò lo staff del premier ha passato il pomeriggio a chiamare tutti i giornali per raccontare una versione che serviva a screditarci, senza che nessuno avesse mai parlato della questione con noi. Questi sono i metodi di Palazzo Chigi ai tempi della gestione Conte/Casalino. Nessun rispetto, nessuna lealtà, nessuna regola. Solo l'utilizzo estremo -conclude- delle istituzioni come fossero uno zerbino. Vergogna".

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    Palamara stasera ospite di Giletti a 'Non è l'Arena'

    Stasera a 'Non è l'Arena', il programma di Massimo Giletti in prime time su La7, sarà ospite Luca Palamara, ex presidente dell'Anm e magistrato al centro dello scandalo che sta terremotando la magistratura italiana. Palamara - a quanto si apprende - dirà la sua sulle chat del suo telefono rese pubbliche nelle ultime settimane e svelerà le logiche delle correnti all'interno del Csm e dell'Anm. Giletti proseguirà nella puntata di questa sera l’inchiesta sulle zone d’ombra che avvolgono il caso delle scarcerazioni dei boss dovute all’emergenza sanitaria, del Dap e quello delle intercettazioni dell’ex presidente dell’Anm Luca Palamara. Si parlerà anche del pm Nino Di Matteo che, in attesa di essere ascoltato in commissione nazionale antimafia, non indietreggia di un millimetro sul caso della nomina a capo del Dap offerta e poi ritirata dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Anzi. Di Matteo rilancia e conferma tutto quello che aveva detto nella telefonata con Giletti nel corso di “Non è l’Arena”.  Si discuterà poi delle rivelazioni choc del sindaco di Napoli ed ex Pm De Magistris contro il Csm. Di quella che è diventata una vera e propria bufera che si abbatte sulla giustizia Giletti ne parlerà anche con Luca Telese, Nunzia De Girolamo, Alfonso Sabella, Luigi De Magistris e Alessandro Sallusti.  Al centro della puntata di questa sera, inoltre, il difficile tema degli spostamenti tra Regioni alla luce della decisione di riaprire tutto dal 3 giugno. Sul piede di guerra alcune Regioni del Sud che minacciano misure di contenimento con controllo dello stato di salute di chi entra. Se ne parlerà con Fabrizio Pregliasco, Matteo Bassetti, Alessandro Cecchi Paone, Pierpaolo Sileri e Cristian Solinas.  Per una riflessione sull’attualità politica ed economica, protagonista del faccia a faccia con Massimo Giletti sarà il leader della Lega Matteo Salvini. Nel corso della puntata le telecamere di “Non è l’Arena” torneranno in Lombardia, nuovamente al centro delle polemiche. Mentre l’Italia si avvia alla riapertura scoppia un caso tra la Regione e il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, secondo cui i dati lombardi sarebbero stati "aggiustati" per evitare la chiusura. Si annunciano querele. Parteciperanno al dibattito in studio Massimo Galli, Alessandro Cecchi Paone, Pierpaolo Sileri e Nino Cartabellotta. Infine, la riflessione sul fatto che la crisi sanitaria sta cedendo il passo a quella economica. Nei prossimi mesi la ripartenza del Paese è la priorità, un Paese rimasto fermo per troppo tempo. Come far ripartire un’economia ferma? Quale sarà la strategia migliore per affrontare i prossimi tempi dal punto di vista economico? Se ne discuterà con Alessandra Moretti, Sergio Rizzo, Carlo Cottarelli e Laura Giannoni.

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    Santelli: "In Calabria l'unico rischio è ingrassare"

    "Dobbiamo dare un messaggio di ottimismo intelligente. Difendiamoci dal virus, ma la vita continua. Sarà un’estate di serenità. Siamo a contagio zero. Nel rispetto di tutte le misure contro il coronavirus, ora posso dire a chi arriva: l’unico pericolo sarà quello di ingrassare. Chiedo rigidi controlli in partenza, capisco certe preoccupazioni dei nostri cittadini, ma ora del turismo abbiamo bisogno". Lo afferma Jole Santelli, presidente della Regione Calabria, in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica'. Santelli ha invitato a pranzo gli altri governatori. Condivide il loro protagonismo? “È senso di comunità. Le regioni sono una istituzione impopolare, simbolo di sprechi. Con un ruolo più attivo ci avviciniamo ai cittadini. E conquistiamo la forza di trattare con il governo - continua Santelli - Fontana e Bonaccini, vi aspetto a casa mia. Antipasto facoltativo: crostini di ‘nduja o sardella. Gnocchi di patate della Sila, braciole di maiale, patate ‘mpacchiuse (appicicose ndr), salame e formaggi. Cucino io, e ho anche un menu veg, a base di melanzane, verdure grigliate e sott’oli. Ma basterebbe la cipolla di Tropea". La Calabria ha stanziato un milione e trecentomila euro per la pulizia delle spiagge. "E altri soldi per aiutare e premiare le nostre 14 bandiere blu. I Comuni più virtuosi, quelli che hanno servizi efficienti, una raccolta differenziata fatta bene, vanno incoraggiati. E ora hanno la possibilità di adottare un paese vicino. - continua Santelli - Grazie agli aiuti di Stato, finanziamo le piccole imprese e gli artigiani, pagando i contributi di un lavoratore su tre. Venire in Calabria significa anche aiutare una delle regioni più povere d’Europa. Che sta già subendo il crollo dell’economia. Vi aspettiamo a braccia aperte, aiuterete i giovani a restare qui. Stanno ripartendo le prenotazioni dalla Germania, l’export dà segnali incoraggianti. Il mio slogan? Chi arriva, ritorna".

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    La giovane donna di Vicenza dovrà pagare il risarcimento per aver annullato le nozze a pochi giorni dal matrimonio.

  • De Luca: "Lombardi a Positano il 4 giugno? Sì, possono venire"
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    De Luca: "Lombardi a Positano il 4 giugno? Sì, possono venire"

    "L'epidemia è dietro l'angolo non alle spalle". Così il governatore della Campania Vincenzo De Luca intervenendo al programma di Massimo Gramellini 'Aspettando le Parole' su RaiTre. "Abbiamo regioni meridionali che grazie a Dio hanno retto bene. Non credo che sia un delitto ragionare su come evitare di importare possibili nuovi focolai di contagio", ha aggiunto. Ma possono i lombardi venire a Positano il 4 giugno? "Credo proprio di sì". "Siamo arrivati a questo 3 giugno tanto per cambiare nel modo peggiore, in un clima di incertezza, di confusione - ha aggiunto - Io proporrei da oggi in poi di togliere il nome delle regioni: non parliamo più di Lombardia, di Piemonte, parliamo di territori nazionali. Io mi sarei aspettato dal governo nazionale l'assunzione di un criterio oggettivo e semplice. Nei territori del nostro Paese nei quali per un mese di fila si registrano più di 200 casi di contagio al giorno è ragionevole che sia una limitazione della mobilità. Che questo territorio si chiami Campania o si chiami Lombardia o si chiami Emilia non conta nulla". Insomma "accoglieremo le persone che verranno anche dalle aree fortemente segnate dal contagio, cercheremo di aggiungere ai protocolli di sicurezza anche un controllo aggiuntivo per quanto riguarda la temperatura, test sierologici rapidi, controlleremo le stazioni, gli aeroporti, le società di noleggio, faremo un lavoro di buonsenso, senza isterie, con grande rispetto ma cercando di tutelare la serenità di vita delle nostre comunità: sarebbe delitto far sorgere altri focolai di contagio".

  • Omaggio a Milite Ignoto, la lettera a Meloni
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    Omaggio a Milite Ignoto, la lettera a Meloni

    "Gentile Presidente, in esito alla sua richiesta di cui al riferimento, si è avuta cura di sottoporre con immediatezza l'istanza all'Ufficio per il Cerimoniale di Stato e per le Onorificenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, normativamente responsabile delle Cerimonie da tenersi in occasione di Feste nazionali". E' quanto si legge nella lettera che il Capo dell'Ufficio del Cerimoniale del ministero della Difesa ha inviato alla presidenza di Fdi, e che Giorgia Meloni pubblica sulla sua pagina Facebook, con evidenziato l'orario di ricezione, le 20, successivo alle notizie che cominciavano a circolare nel pomeriggio, sul diniego alla richiesta del centrodestra di deporre per il 2 giugno una corona al Milite Ignoto. Meloni: "Scioccata da metodi cricca Conte" "In merito -prosegue la lettera- il suddetto ufficio ha fatto pervenire una relazione nella quale indica l'impossibilità tecnica di autorizzare, per la data in esame, una deposizione ulteriore a quella del Presidente della Repubblica". La leader Fdi ha scritto quindi un post in cui si è detta "scioccata" per come la questione è stata trattata dallo staff del premier. "Volevamo solo deporre una corona d'alloro -scrive tra l'altro Meloni nel post- in memoria del Milite Ignoto. Se in quel giorno non era possibile, o non era istituzionalmente rispettoso, bastava dirlo. Invece si è pensato che anche questo nostro gesto fosse un'occasione per fare propaganda contro di noi. Perciò lo staff del premier ha passato il pomeriggio a chiamare tutti i giornali per raccontare una versione che serviva a screditarci, senza che nessuno avesse mai parlato della questione con noi".