Festa Roma, “Santa subito” di Piva: dovere parlare di femminicidi

Festa Roma, “Santa subito” di Piva: dovere parlare di femminicidi

Roma, 25 ott. (askanews) – Il tema della violenza sulle donne è arrivato alla Festa del Cinema di Roma con il documentario di Alessandro Piva “Santa subito”, presentato nella Selezione Ufficiale. Il regista racconta, attraverso la voce dei familiari e degli amici, la storia di Santa Scorese, accoltellata a morte nel marzo del 1991. La ragazza, che aveva 23 anni, viene descritta come piena di vita e desiderosa di assecondare la propria vocazione spirituale, dopo aver conseguito la laurea. Un uomo incrociato per caso negli ambienti parrocchiali aveva iniziato a fare appostamenti, a inviarle lettere deliranti, a pedinarla ovunque per tre anni, proseguendo di fatto indisturbato nonostante le ripetute denunce, fino alla notte del 91.

Il regista: “Questa storia per me è emblematica di un fenomeno che purtroppo è gravemente attuale, ma è nostro dovere raccontare storie particolarmente emblematiche di femminicidio e violenza di genere per evitare che il fenomeno dilaghi in un’epoca in cui è sempre in agguato, io la chiamo una psicosi travestita da amore”.

Una storia purtroppo attualissima. “Nell’affontare la storia di Santa mi è parso che l’attualità di questa vicenda è dovuta al fatto che nonostante sia avvenuta parecchi anni fa, la forza vitale di23 anni questa ragazza, indecisa se prendere i voti o continuare la sua vita di studi, il suo rapporto con la famiglia, ecco i sogni di una persona normale stroncati dalle persecuzioni di una persona che l’ha puntata dopo averla incrociata per strada e ha deciso di rovinarle la vita, questo può accadere a ognuno di noi”.

Tra femminicidio e martirio, “Santa subito” racconta la storia di un destino annunciato.

“C’è chi parla di predestinazione, mano di Dio, martirio nel concepire una tragedia così, io personalmente credo sia un altro eccesso delle storie di femminicidio…, parlare di capolavoro divino quando una mano armata di coltello interrompe una vita come quella di Santa Scorese a me sembra abbastanza impreciso, diciamo così”.