Festa Roma, Tarantino: accetto critiche, sono cambiate mie priorità

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Image from askanews web site
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Roma, 19 ott. (askanews) - Quentin Tarantino è entrato alla conferenza stampa della Festa del cinema di Roma con il suo fare dinoccolato e un gran sorriso, ha risposto divertito alle domande, firmato decine di autografi, sempre tra gli applausi. Oggi è il suo giorno alla Festa, quello dell'incontro con il pubblico e del Premio alla Carriera. Il regista americano, rispondendo alle domande, ha sottolineato che non sa quale sarà il suo prossimo film, che non esclude un "Kill Bill 3", ma ha affermato che da quando è diventato padre qualcosa è cambiato: "Ho voluto avere un figlio verso la fine della mia carriera, ecco perché non l'ho avuto prima. Ora tutte le mie priorità sono cambiate un po'" ha affermato.

Appassionato da sempre di cinema italiano, vorace divoratore di film di ogni genere, autore di grandi opere, da "Le iene", a "Kill Bill", da "Pulp fiction" a "Bastardi senza gloria", è molto amato dal suo pubblico, ma tra i critici ha avuto molti detrattori. Il regista americano si è soffermato a lungo sulla necessità di esprimersi senza lasciarsi condizionare dalle critiche. "Bisogna avere la capacità di accettare che ad alcune persone non piacerà il tuo film. - ha detto - Se il film diventa argomento di conversazione, esprime lo spirito del tempo, va bene: ad alcuni non piacerà mai ma non devi prendertela. Pulp fiction è stato oggetto di grandi discussioni e questo va bene, vuol dire che ha animato un dibattito".

Alla domanda quale film o quale persona lui vorrebbe cancellare ha risposto in maniera molto chiara: "La nascita di una nazione" di David Griffith, il film muto del 1915. "Non solo è un film razzista, ma ha portato alla rinascita del Ku Klux Klan - ha detto Tarantino - Griffith se fosse stato sul banco degli imputati a Norimberga, secondo i principi dei processi che hanno avuto altri imputati, sarebbe sicuramente risultato colpevole. Non voglio uccidere nessuno ma ci sono persone che se non fossero nate sarebbe stato meglio". E a proposito del suo film che ha "riletto" la storia del Nazismo, "Bastardi senza gloria", ha detto: "Non ho deciso a priori di riscrivere la storia, non avevo questa intenzione, ma scrivendo mi sono messo in trappola da solo e per uscirne ho deciso di uccidere Hitler".

Tarantino ha da poco pubblicato il suo primo romanzo, "C'era una volta ad Hollywood", tratto dal suo ultimo film. "Sono cresciuto leggendo libri che si basavano sui film, negli anni Settanta e Ottanta. - ha spiegato - Ad un certo punto ho pensato di farlo con un mio film, e questo si ricollega sempre al discorso 'arte alta e arte bassa': questa è sicuramente la forma più bassa di letteratura, ma avevo moltissimo materiale sui personaggi di questo film, che non avevo incluso, e mi è sembrata la scelta giusta". Tarantino ha definito questo libro "un romanzo che espande il mio film ma anche un romanzo su Hollywood".

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