Feste private non più vietate, solo sconsigliate

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·3 minuto per la lettura
(Photo: REUTERS)
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Non sarà un divieto, ma una “forte raccomandazione”. Roberto Speranza ha insistito fino all’ultimo nel voler inserire norme più perentorie per impedire assembramenti nelle case private. “O blocchi gli spostamenti o per legge è impossibile farlo”, gli ha risposto un collega di Governo. Il ministro della Salute battaglia, ha nella testa il dato messo nero su bianco venerdì dall’Istituto superiore di sanità secondo il quale il 77,6% dei contagi avviene in ambito familiare. Giuseppe Conte scioglie il nodo: “Non possiamo introdurre una norma vincolante, ma il messaggio che deve passare a tutti i costi è questo: non organizzare eventi privati con tante persone e tenere la mascherina qualora siano presenti in casa non conviventi”.

La girandola di riunioni inizia a metà pomeriggio e si conclude a notte inoltrata, il punto di caduta che ne esce fuori è dunque quello delle “forti raccomandazioni”: a indossare la mascherina anche nella propria abitazione in caso di con presenza con parenti, amici e conoscenti, a non ospitarne più di sei contemporaneamente, a evitare feste. Alle 17.30 a Palazzo Chigi arriva Francesco Boccia. Insieme a Giuseppe Conte si siedono davanti a uno schermo. Dall’altra parte Stefano Bonaccini, Giovanni Toti e Nello Musumeci in rappresentanza delle Regioni, Antonio Decaro, Roberto Pella e Virginia Raggi per Anci e Comuni, oltre a tre rappresentanti delle Province.

Il Governo illustra le misure che entreranno nel nuovo dpcm: stop agli sport amatoriali di contatto, limite di 30 persone per i ricevimenti successivi a matrimoni, comunioni, cresime e funerali, coprifuoco per i servizi di ristorazione alle 24 per chi ha servizio al tavolo, fino alle 21 senza, sospensione per le gite scolastiche e le visite guidate, riformulazione della capienza dei palazzetti dello sport come chiesto dalle Regioni fino al 15% e comunque non superiore alle 1000 persone all’aperto e di 200 al chiuso, una norma salva effetti delle precedenti ordinanze per le disposizioni sul mondo dello spettacolo.

Interviene Virginia Raggi, che chiede con insistenza misure di sostegno economico concomitanti al coprifuoco per bar e ristoranti costretti alle chiusure anticipate. Poi tocca a Decaro che sottolinea l’importanza di incentivare lo smart working, anche per decongestionare i trasporti pubblici locali. Autobus, metropolitane, tram e treni regionali sono anche un cruccio di molte Regioni, che vedono verificarsi picchi di affollamento che vanno anche oltre l′80% del consentito. Stefano Bonaccini si è fatto latore di una proposta di alcuni suoi colleghi, che prevederebbe lo svolgimento della didattica a distanza per gli ultimi anni di liceo proprio a questo scopo. Il Governo ha garantito un supplemento di verifiche, ma fonti del ministero dell’Istruzione escludono che sia in arrivo un provvedimento in tal senso.

La riunione si scioglie senza particolari frizioni: Boccia ha assicurato che la cabina di regia si riunirà ogni settimana, al massimo dieci giorni, per un raccordo permanente nella filiera decisionale, mentre Speranza ha annunciato il via libera alla riduzione a dieci giorni della quarantena e al singolo tampone per il ritorno in società. Poi Conte, insieme a Boccia, riunisce i capi delegazione per un ultimo check, mentre le Regioni si riconvocano a tarda sera per condividere quanto emerso e fare il punto della situazione.

Da Attilio Fontana arriva la richiesta - che trova il via libera - di poter emettere ordinanze maggiormente restrittive, e chiede che il ministero della Salute e il Comitato tecnico scientifico avviino una valutazione di carattere scientifico che evidenzi criticità che possano essere sfuggite. Si mettono le mani avanti, perché nessuno, a torto o a ragione, vuole essere trascinato nuovamente nel caos della scorsa primavera. Il primo passo per non rimpiombarci verrà concretizzato martedì nel testo definitivo del dpcm. Se funzionerà sarà solo il tempo a dirlo.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.