Festival della cucina azera sbarca a Roma tra tradizioni e dialogo -2-

Dmo

Roma, 28 nov. (askanews) - Altro elemento importante della serata il vino. Un settore che ha una storia molto antica in Azerbaigian e che nel corso del Festival ha presentato i vini biologici del complesso vinicolo "Shirvan wines". Il campo della viticoltura è un ulteriore ambito di riscoperta e rilancio delle relazioni italo-azerbaigiane, come ha spiegato l'ambasciatore Mammad Ahmadzada.

"Nel Paese c'è una coltivazione di vini biologici di grande volume. Abbiamo un'ottima collaborazione e ci sono diverse cantine dove lavorano enologi italiani che fanno buonissimi vini. E' un'altra manifestazione di amicizia e collaborazione tra i nostri paesi".

In mostra anche gli oggetti che fanno parte della tradizione del tè in Azerbaigian, un rito che si perde nei secoli. I tipici bicchierini "armudu" in vetro, in ceramica o argento nella tradizionale forma "a pera" in cui viene servita la bevanda accompagnata con zollette di zucchero, dolci, frutta e marmellate. Un momento unico dell'accoglienza degli ospiti nel Paese, ponte tra Oriente e Occidente.