FI, ecco le parti mancanti del documento

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di Vittorio Amato  

Forza Italia deve restare ancorata al centrodestra senza farsi egemonizzare o condizionare da populismi e sovranismi e dovrà aprirsi alla cosiddetta Altra Italia, nell'ottica di un allargamento della coalizione di centrodestra. Così da dare spazio alla cosiddetta Italia del non voto, fatta per lo più di astenuti e delusi dalla politica dei palazzi. Questa la rotta indicata da Silvio Berlusconi e contenuta nelle parti mancanti del documento di Forza Italia anticipato da Adnkronos, presentato ieri sera dal presidente dei deputati Maria Stella Gelmini alla riunione del gruppo azzurro alla Camera e approvato all'unanimità, ad alzata di mano, evitando così il rischio di una resa dei conti interna legato a una raccolta di firme. Oltre al richiamo all'Altra Italia, nella versione integrale del testo, in possesso dell'Adnkronos, c'è anche un passaggio dedicato a Matteo Salvini, dove gli viene rimproverato di essere stato ingenuo durante la sua esperienza gialloverde, quando era a palazzo Chigi con Luigi Di Maio.  

"La recente conclusione del governo gialloverde, segnato da molte ingenuità commesse dalla Lega che hanno consentito ai 5 stelle di lasciare ferite profonde in tutti i settori fondamentali della vita del Paese - è l'accusa mossa al leader della Lega - conferma quanto sia indifferibile il ritorno a un governo liberale di centrodestra''. In un altro passaggio c'è un'indicazione precisa sul futuro ruolo di Fi e il suo rapporto con gli alleati Lega-Fdi: ''La nostra collocazione politica naturale è nell'orbita di un centrodestra liberale che non può essere egemonizzato né condizionato in modo determinante da populismi e sovranismi''. 

Il documento, fortemente sponsorizzato da Niccolò Ghedini, anche con telefonate a singoli parlamentari, in un primo momento doveva essere sottoposto alla firma di tutti i deputati per blindare il gruppo dopo le continue fibrillazioni interne legate, da un lato, alla scissione di Matteo Renzi e ai forti malumori degli anti-sovranisti che fanno capo a Mara Carfagna, dall'altro, alle voci su azzurri sempre più attratti dalle sirene salviniane o magari pronti a sostenere il Conte bis. Una mossa, insomma, per serrare i ranghi e 'vincolare' tutti i deputati a una linea comune, quella tracciata dal leader Berlusconi nell'ultima intervista al 'Corsera' e durante l'intervento telefonico alla convention di Viterbo organizzata da Antonio Tajani.  

Una volta arrivato alla riunione del gruppo della Camera, il documento non ha trovato tutti d'accordo e si è aperto il confronto. C'è chi, infatti, non ha condiviso l'idea di 'mettere ai voti' o raccogliere delle firme sulla 'linea politica' indicata da Berlusconi, perché significava mettere in discussione la sua leadership. A sollevare il problema e a mettere in guardia dal rischio di un effetto boomerang, raccontano, sarebbero stati, in particolare, Carfagna e Roberto Occhiuto.  

La linea data da Berlusconi per noi è legge, non si discute, e metterla ai voti può insinuare il dubbio di infedeltà da parte di colleghi parlamentari nei suoi confronti, avrebbe avvertito Carfagna per poi aggiungere: penso che fare un documento di circostanza non serve sicuramente ad affrontare e a guardare in faccia il vero problema di Fi, il costante calo dei consensi. Dopodiché, avrebbe detto la vicepresidente delle Camera, se serve a dare un messaggio di unità, non c’è problema, lo firmiamo in blocco e confermiamo la fiducia nella capogruppo. Per i malpancisti e non solo, queste parole sono suonate come il segnale per dare l'ok al testo, meglio per alzata di mano, senza la necessità di firmare e arrivare così a una sorta di conta interna. 

''Forza Italia - si legge nel documento di cui ieri sono stati diffusi solo ampi stralci - deve continuare il percorso indicato dal presidente Berlusconi di allargamento della coalizione che si rivolge all'Altra Italia, all'Italia delle liste civiche e del volontariato, delle imprese e dei professionisti, degli artigiani e dei commercianti, all'Italia che ogni giorno lavora, studia e si impegna senza attendere l'assistenzialismo di Stato''.  

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