Fiab al sindaco di Bologna: "La velostazione Dynamo non deve chiudere"

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"La prima velostazione d'Italia, Dynamo, non deve chiudere". L'appello al sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è del presidente della Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab), Alessandro Tursi, nel giorno della chiusura a tempo indeterminato della velostazione, che in sei anni ha fornito servizi di custodia e riparazioni a oltre 70.000 ciclisti bolognesi e organizzato 450 eventi legati al mondo bici negli ultimi 4, arrivando a impiegare 24 persone nei momenti di massimo spendore.

"Ricordo quando feci scalo alla stazione di Bologna diretto al luogo delle vacanze, perché le vacanze sono senz’auto ovviamente -dice Tursi all'Adnkronos-. In attesa del cambio treno fui felice di portare mia figlia a visitare Dynamo: un’esperienza importate e positiva poter vedere una velostazione grande, complessa e anche creativa, che è fiore all’occhiello, esempio, motivo di speranza e d’orgoglio per tutta Italia". "Come Fiab, e insieme all'European cycling federation, abbiamo scelto Dynamo per avviare un progetto di diffusione delle cargo bike elettriche, progetto che ora si ferma. Per noi è stato più che naturale rivolgerci a loro, perché questo progetto e Dynamo guardano al futuro della bicicletta. E' una frontiera. Come Fiab ma ancora di più come cittadino e cicloattivista - conclude Tursi - chiedo al sindaco Lepore di non lasciare che Dynamo chiuda: è da luoghi e esperienze come questi che può nascere un paese migliore".

La ragione della chiusura, scrivono i gestori della velostazione in una nota, è dovuta ai ritardi nei lavori di ristrutturazione degli spazi a cura del comune. "Il ritardo nella consegna -si legge- è in larga parte dovuto ai problemi legati ai tempi delle forniture, lunghissimi per via del Covid19 e dei contemporanei bonus edilizi. Si tira giù la serranda il 23 dicembre dunque, con una data di riapertura al momento non stabilita; nei prossimi mesi l'associazione rivedrà l'impianto progettuale che tenga conto dei nuovi scenari che sono venuti a configurarsi in un momento già molto delicato per il protrarsi della pandemia".

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