Fiat, Marchionne: Conti buoni con Chrysler, serve politica Ue per auto

Torino, 31 lug. (LaPresse) - "E' stato un buon trimestre per il gruppo Fiat, ovviamente per i forti risultati di Chrysler". Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, nella secondo conference call con gli analisti, quella sui conti al secondo trimestre del Lingotto. Nella prima conferenza telefonica, il numero uno dei Fiat-Chrysler aveva già sottolineato che Auburn Hills è nella direzione giusta per raggiungere gli obiettivi per il 2014. "Guardo a un luglio in linea con le aspettive - ha aggiunto - penso che il business andrà bene nella seconda metà dell'anno, stiamo guardando avanti". Tuttavia il manager italo canadese ha ribadito che per l'Ipo di Chrysler non se ne parla per tutto il 2012.

Oggi Fiat ha alzato il velo su un trimestre con un utile netto di 358 milioni di euro, che esclusa Chrysler si trasforma in una perdita di 246 milioni di euro. Per Marchionne il secondo trimestre del gruppo è comunque "in linea con le attese". D'altra parte è lo stesso ad del Lingotto a precisare che "il mercato europeo continua a mostrare segni di debolezza ed è improbabile che si riprenda del 2012". Senza Auburn Hills il gruppo "sarebbe stato in perdita", ha ammesso Marchionne alla comunità finanziaria, e ha voluto precisare che in particolare Fiat paga la debolezza del mercato italiano. L'ad ha stimato un calo del mercato auto a luglio di circa il 20%. "Il lancio di una nuova Punto - ha precisato - ad oggi non rimborserebbe il capitale investito".

Marchionne ha poi parlato della crisi del mercato che colpisce l'intera Europa. "E' nell'interesse dell'Unione europea attuare un piano razionale di riduzione della produzione", ha detto, perché "c'è una sovraccapacità produttiva" che impedisce alle case automobilistiche di fare profitti. Le incertezze del mercato hanno spinto Fiat-Chrysler a mantenere un livello di liquidità che Marchionne ha definito "abnorme". Il numero uno del Lingotto ha poi risposto agli analisti su Mazda, con cui vede solo "una collaborazione tecnica" e, ha spiegato, "non vedo valore aggiunto di uno scambio azionario" con la casa automobilistica.

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