Fibrillazione atriale, Vetta: terapia adeguata solo a 50% anziani

featured 1664526
featured 1664526

Roma, 28 ott. (askanews) – “Il Congresso di Cardiogeriatria ha messo in evidenza una serie di punti di estremo interesse. Su uno di questi è importante focalizzarsi: la fibrillazione atriale”. E “i dati hanno evidenziato che purtroppo, per quanto riguarda la terapia anticoaugulante nei pazienti anziani, ancora oggi siamo piuttosto lontani da quelli che risultano essere i valori di normalità: solo il 50% è sottoposto ad una terapia adeguata. Eppure, sappiamo che il rischio di stroke, di ischemia cerebrale, è aumentato di circa 5 volte rispetto alla popolazione generale”. Lo ha detto il prof. Francesco Vetta (Direttore Unità Operativa Complessa di Cardiologia e Aritmologia, IDI-IRCSS), a margine del Congresso di Cardiogeriatria, giunto alla XV edizione, in corso di svolgimento a Roma.

“È importante considerare che esiste anche il rischio di futilità nel trattamento della fibrillazione atriale con l’uso degli anticoaugulanti, e questo riguarda alcune specifiche categorie di persone. È importante quindi fare una valutazione che risulti essere sicuramente multidisciplinare, utilizzando la presenza del cadiologo e del geriatra. Emerge sicuramente da questo Congresso – ha sottolineato – la necessità di una possibilità di usufruire di più specialisti nel trattamento mirato, specifico, del paziente anziano”.

L’iniziativa, promossa dai direttori scientifici Vetta e del prof. Lorenzo Palleschi (Direttore Unità Operativa Complessa di Geriatria dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata, Roma), ha il patrocinio di SICGE (Società Italiana Cardiologia Geriatrica), SIGOT (Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio), OMCEO (Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Roma), dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata, dell’IDI-IRCCS (Istituto Dermopatico dell’Immacolata) e dell’AIAC (Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione).