Fibrillazione in chat senatori Fi: "No a M5S-Pd"

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"Macché responsabilità, ne va della nostra dignità", "siamo ancora in democrazia"? "Confronto in atto, stop richiami enfatici...". Grande fermento in Forza Italia a palazzo Madama, dove chat arroventate dibattono dell'eventuale maggioranza M5S-Pd, che avrebbe numeri a rischio e dove importanti potrebbero risultare apporti indiretti esterni, anche dall'opposizione. Fra gli azzurri a palazzo Madama, insomma, fa discutere la spinta in favore della 'linea responsabile' promossa a più riprese da Gianfranco Rotondi, che è vice capogruppo alla Camera, ma che pone temi all'attenzione generale dei parlamentari. . 

La capogruppo Annamaria Bernini si spende per evitare che la polemica deflagri. Altri chiedono la convocazione dell'assemblea congiunta di senatori e deputati, convocazione peraltro di competenza di Silvio Berlusconi in persona e già richiesta da Bernini stessa insieme all'omologa Mariastella Gelmini. In nome della sopravvivenza "Rotondi mette in discussione la nostra dignità", scrive Maurizio Gasparri, che elogia Bernini per aver garantito "stoica presenza e attenta vigilanza". 

Alcuni senatori rivendicano la forza che deriva dall'essere il secondo gruppo a palazzo Madama e quindi di far valere la proprie ragioni opponendosi senza se e senza ma all'eventuale esecutivo giallorosso. "Abbiamo il dovere di diventare punto di riferimento del popolo serio e di un'Italia che ha bisogno di competenza, visione, credibilità" rivendica Maria Alessandra Gallone, che esorta: "Dobbiamo riprenderci ciò che è nostro con impegno e dedizione... Berlusconi è stato chiaro, il nostro manifesto è tracciato nelle sue linee essenziali, stringiamoci a coorte. Siamo il secondo gruppo del Senato, non dimentichiamolo". 

"Diamoci una regola" invoca un altro componente del gruppo, Gilberto Pichetto Fratin: di fronte ad una crisi che investe il Paese e che viene trattata "direttamente dal presidente Berlusconi e i capigruppo, non dobbiamo lasciarci andare a liberi pensieri solitari". Ma altri sono più recisi nel chiedere un confronto aperto, chiedendo la riunione congiunta: "Vorrei capire se siamo un movimento politico di un Paese democratico o qualcos'altro", incalza Raffaele Fantetti, secondo cui "non è più procrastinabile una riunione in tempi e modi utili. E troppo richiederla?. 

E' molto probabile, in realtà, che la convocazione dei gruppi arrivi a breve, in sintonia con l'evoluzione della situazione politica in corso. Berlusconi ha dato appuntamento a domani prima di salire al Colle. La stessa Bernini getta abbondanti dosi di acqua sul fuoco e taglia corto sul punto essenziale, rassicurando: i partiti che si riuniscono sono quelli interessati a formare la maggioranza, ossia M5S e Pd... Una maggioranza, dice chiaramente in cui nessuno di noi credo abbia voglia di entrare a far parte.  

Il gruppo Fi in agosto si è riunito "senza risparmio" e per questo, è l'appunto di Bernini, il richiamo accorato alla democrazia è "un tantino enfatico". E avverte: "Il presidente Berlusconi sta gestendo questa complicata situazione in prima persona" deciderà "come e quando convocare i gruppi congiunti. E' un potere che compete a lui" e sa che la richiesta è stata avanzata. In tutto questo, è Gasparri a suggerire "calma", perché "la nostra strategia non potrà non tenere conto di quanto avviene... e io stesso ho contato fino a tremila per non rispondere pubblicamente a Rotondi...".