Fico: non abbassare la guardia di fronte a spettri del razzismo -2-

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Roma, 21 nov. (askanews) - "Sono passati 81 anni dalla pubblicazione nel luglio del 1938, in forma anonima, sul "Giornale d'Italia" del Manifesto degli scienziati razzisti e dalla sua riproposizione sul numero uno della rivista "La difesa della razza", il 5 agosto successivo, con la firma di 10 scienziati italiani", ha detto Fico ricordando che "al Manifesto aderirono poi 330 intellettuali, scienziati e personalità di spicco culturale, religioso, politico, molte delle quali continuarono nella Repubblica la loro carriera, anche in seno alle Istituzioni, senza subire alcuna riprovazione pubblica o conseguenza".

Eppure il Manifesto, ha continuato, "divenne la base ideologica e pseudo-scientifica della politica razzista dell'Italia fascista, anticipando solo di poche settimane la scellerata promulgazione delle leggi razziali, che privarono una parte della popolazione dei diritti civili e politici. Dall'affermazione dell'esistenza di una razza italiana da preservare alla discriminazione ed espulsione di cittadini ebrei dalla vita civile, culturale e lavorativa del nostro Paese il passo fu purtroppo molto breve".

A distanza di così tanti anni, ha rilevato Fico, "siamo ancora qui a domandarci come sia stata possibile la predisposizione di quel documento e l'adesione di un elevato numero di personalità di riconosciuto spessore intellettuale. Come sia stata possibile l'affermazione di un'ideologia violenta basata sulla discriminazione, nel pressoché totale silenzio e nell'indifferenza mostrata dalla società dell'epoca. L'iniziativa odierna - ha concluso - è un atto di verità e giustizia, perché rimuove dalla toponomastica di Roma i nomi di coloro che per sentimento razzista e antisemita o per viltà, eccesso di zelo, ambizione e convenienza aderirono a quel Manifesto razzista, divenendo complici di una delle pagine più buie della nostra storia recente".