Fico ricorda Chinnici: contro mafia solo repressione non serve

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Roma, 29 lug. (askanews) - "Ripensiamo con amarezza e rimpianto alla sua figura di magistrato, alla passione con cui portava avanti l'impegno di contrasto alla mafia, alle notevoli capacità investigative che lo convinsero ben presto di come il fenomeno mafioso richiedesse una rete di sinergie e di competenze da mettere in campo per una strategia innovativa, da affidare a giovani magistrati fortemente motivati. Fu così che nacque il 'pool antimafia' di cui fecero parte anche Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico in un messaggio alla Fondazione Chinnici per l'anniversario della morte di Rocco Chinnici.

"Di Rocco Chinnici ricordiamo anche la generosa attenzione nei confronti degli studenti, cui rivolgeva importanti lezioni sul tema della legalità, esortandoli a farsi protagonisti attivi di un cambiamento culturale capace di minare alla radice la mentalità mafiosa - aggiunge -. A nulla o a poco serviranno gli strumenti repressivi, se non si risolvono i problemi del territorio: le lacune nel sistema socio-familiare, la dispersione scolastica, la mancanza di un lavoro dignitoso, la povertà, le diseguaglianze e la marginalità".

"Il ricordo di Rocco Chinnici dovrebbe, dunque, servire soprattutto a questo: a stimolare, nella lotta contro la mafia, una risposta sempre più ampia e partecipe, che si esprima come battaglia investigativa e giudiziaria, ma anche come politica attiva di sviluppo, di contrasto delle diseguaglianze sociali, di denuncia corale contro le pratiche collusive e contro le tante forme di corruzione e illegalità. Ciò richiede impegno, rigore, sensibilità civica e, soprattutto, ostinazione nel non rinunciare mai ad immaginare la possibilità di creare un Paese migliore".