Fico: su politica estera Europa dovrebbe parlare con una sola voce

Pol/Bac

Roma, 20 nov. (askanews) - Sulla politica estera l'Europa dovrebbe parlare con una sola voce. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, intervenendo al convegno "La politica estera italiana dopo la Guerra fredda. Bilancio e prospettive", promosso dalla presidente della Commissione Affari esteri, Marta Grande, nell'ambito delle iniziative della Camera dei deputati per ricordare il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino.

"Sia chiaro, il bilancio delle scelte di politica estera e di quella europea dell'Italia e dell'Unione negli ultimi trent'anni - ha spiegato - resta complessivamente positivo. Basti pensare alle attuali condizioni di pace, sicurezza, benessere, tutela dei diritti fondamentali. Ma occorre un salto di qualità, dettato dalla constatazione che il quadro mondiale post guerra fredda è dominato da un instabile equilibrio multipolare, dall'emergere di nuove potenze regionali, dal moltiplicarsi delle aree di crisi e di veri e propri conflitti armati in tante parti del globo, anche a noi vicine. Il tutto inserito in una dimensione caratterizzata da un aumento in volume e in velocità dei movimenti di persone, merci e informazioni che non ha precedenti nella storia, da guerre commerciali e cibernetiche".

"In un simile contesto - ha osservato - fare il salto di qualità significa che in determinate aree di crisi, e nella risoluzione di determinati problemi globali, sia anzitutto l'Unione europea 'a fare' la politica estera, parlando con una voce sola. E ciò anche attraverso decisioni coraggiose e lungimiranti, come sarebbe quella di attribuire all'Unione come tale un seggio permanente in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite".

"Sono fermamente convinto, in sostanza, che l'Unione debba riuscire a essere un attore di primo piano nello scenario globale sulla base di un'azione orientata da una chiara politica estera e di sicurezza comune", ha sottolineato.