Fiction su Milite Ignoto, produttore: "Vincente raccontare identità italiana, pubblico lo vuole"

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"'La scelta di Maria' è un prodotto che tratta un tema importante di memoria del paese, e ha vinto la serata con un record d'ascolti che supera a mio ricordo quello di tutte le docufiction. Vinceva una serata complicata, con tante altre cose belle sulle altre reti, con un prodotto che sulla carta poteva essere complesso significa che c'è uno spazio grande di racconto italiano da presidiare". Così Gloria Giorgianni, Ceo e Producer di Anele, società di produzione della docufiction sulla storia del Milite Ignoto 'La scelta di Maria', commenta con l'Adnkronos il grande successo di ascolti che ieri ha permesso alla docufiction di vincere il prime time con 3.977.000 telespettatori e uno share del 17,64%.

"E' stato un prodotto realizzato con tanti partner, oltre a Rai Cinema e a Rai1 che l'ha ospitata, un lavoro di squadra -sottolinea Giorgianni- Non mi aspettavo un risultato così importante. Stiamo parlando di risultati che superano alcuni risultati di fiction di successo. Consideriamo che questo è un prodotto che costa molto meno. Ci speravo, ma le garantisco che nessuno di noi si immaginava un risultato così importante", ammette. E sottolinea: "Questo vuol dire che un paese ha voglia di queste storie. E queste storie devono essere raccontati da noi, dai produttori italiani, che fanno questo lavoro con passione e attenzione".

La fiction, co-scritta e diretta da Francesco Micciché, è dedicata alla figura di Maria Bergamas, la donna italiana che fu scelta in rappresentanza di tutte le madri che avevano perso un figlio durante la prima guerra mondiale, e che decise chi, tra undici caduti, ne sarebbe divenuto il simbolo. "Gli attori sono stati straordinari, a cominciare da Sonia Bergamasco, il regista, la troupe -dice la produttrice- ma va sottolineato il lavoro del produttore italiano che spesso viene messo davanti a tanti ostacoli. E questi ripaga per il fatto che l'identità italiana debba essere raccontata da noi. L'ho sempre pensato, e stamattina ne sono ancora più convinta".

"Abbiamo scommesso, abbiamo lavorato in grande fretta e cercato di lavorare al meglio per dare una qualità cinematografica molto alta per un prodotto così ibridato. E credo che ripaghi ampiamente la Rai del proprio investimento dal punti di vista qualità-costo. E questo è importante perché credo che la Rai debba stare sempre di più affianco ai produttori italiani e accompagnarli in questo percorso di racconto produttivo importante", aggiunge Giorgianni.

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