Fiducia condizionata

Gianni Del Vecchio
Ansa

“Presidente, qui siamo totalmente d’accordo sulla lotta all’evasione, sul taglio delle tasse sul lavoro, sulla progressività dell’imposizione fiscale, sull’aumento degli asili nido. Capisco che non si può fare tutto e subito, però c’è bisogno di fare presto, bisogna mandare subito qualche segnale. Se la gente vede che aumenta il netto in busta paga, allora sì che capisce le parole cambiamento e svolta, altrimenti...”. Sta tutto in queste parole del segretario della Cgil, Maurizio Landini, pronunciate davanti al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il senso del nuovo rapporto fra il primo sindacato italiano e il governo. Fiducia sì, ma condizionata, quasi a tempo. La nuova trama sociale del Conte bis deve  infatti trovare un primo svolgimento già nella manovra, con il taglio del cuneo fiscale, altrimenti sono solo chiacchiere. E Landini, si sa, è uomo pratico e concreto. Tanto che lo stesso Conte, un po’ sorpreso, promette un “Ci mettiamo subito a lavorare...”.

 Alle Giornate del Lavoro di Lecce va in scena la nuova fase fra esecutivo e Cgil. Una fase di distensione e di fili riannodati dopo la destabilizzante stagione del governo gialloverde, che non a caso parte con un tutt’altro che scontato incontro pubblico fra Landini e Conte. In casa Cgil sono molto contenti di far notare che un Presidente del Consiglio non accettava un invito ufficiale da più di vent’anni: era il lontano 1996 e i due protagonisti erano Romano Prodi e Sergio Cofferati. Landini lo sa e fa di tutto per dare la migliore accoglienza al suo ospite: lo aspetta un’ora prima del suo arrivo sotto al colonnato del teatro Apollo, a due passi da piazza Sant’Oronzo, senza cravatta ma visibilmente contento. Gli stringe la mano, fa gli onori di casa e lo accompagna sul palco , attraversando una platea di delegati e militanti che scattano foto e urlano “Contiamo su di lei”. 

 Conte avverte il clima amichevole, tutt’altro tenore rispetto al gelo astioso del...

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