Figli dei politici italiani, gli scandali che hanno rovinato i genitori

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I figli, da sempre gioie e dolori. Se è vero che, citando Gandhi, è saggio lasciare che i propri figli commettano errori, in alcuni casi, soprattutto se fai politica sarebbe meglio evitare. A seguito dello scandalo che ha coinvolto il figlio di Matteo Salvini, riproponiamo alcuni dei più celebri disastri compiuti dai figli dei nostri politici.

Lo scandalo Piccioni

Facciamo un salto indietro. Storicamente il primo scandalo famigliare nella storia della politica italiana risale al 1954. Il figlio di Attilio Piccioni, esponente di spicco della DC e allora ministro degli Esteri, Pietro Piccioni è coinvolto in un presunto omicidio. Il delitto riguarda una donna trovata senza vita sulla spiaggia di Torvaianica, Wilma Modenesi. Due anni dopo, Pietro viene assolto da tutte le accuse, ma la carriera politica del padre affonda nel baratro.

Mastella e l’auto illecita

In un passato decisamente più recente, nel 2008 lo scandalo che travolse il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, contribuì al crollo del Governo Prodi. La moglie del ministro, Sandra Lonardo, ai tempi presidente del Consiglio Regionale della Regione Campania, fu arrestata. Assieme a lei, fu indagato anche il figlio di Mastella, Elio. Le accuse sono raccomandazioni e la vendita di un’auto illecita. Sei anni dopo entrambi sono stati assolti dalle accuse.

Cristiano Di Pietro

A far scalpore un altro scandalo che vide come protagonista il figlio dell’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro, Cristiano Di Pietro. Il giovane era consigliere comunale in Molise e venne indagato dalla Procura di Napoli per corruzione. Di Pietro junior era sospettato di aver spinto il provveditore delle Opere pubbliche della Regione, a fornire incarichi ad imprenditori vicini a lui. Cristiano Di Pietro venne assolto in formula piena, ma anche in questo caso la reputazione del padre ne risente.

Bossi e la laurea in Albania

Come dimenticarci del rinomatissimo caso Bossi. Il figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi, ne ha letteralmente combinate di tutti i colori. Renzo Bossi, nel 2012 è costretto a dimettersi perché accusato di essersi intascato i soldi destinati al partito. Ma c’è di più. Nel corso delle indagini che preoccupavano il “Trota” viene scoperto un dettaglio a dir poco fondamentale. Il diploma di laurea triennale di Renzo era stato conseguito presso la Facoltà di Economia dell’Università Kristal di Tirana, in Albania. Non solo, i soldi utilizzati per il pagamento della laurea derivavano direttamente dai fondi del partito.

Lupi e il Rolex regalato

Avvicinandoci ai giorni nostri, un altro caso rilevante è stato quello dell’ex ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, costretto a dimettersi dopo lo scandalo Grandi Opere. Il fulcro della vicenda, gli aiuti chiesti per trovare un lavoro di un certo peso a suo figlio, Luca, laureato con 110 e lode in Ingegneria. Inoltre, per la laurea l’imprenditore poi finito agli arresti Stefano Perotti, fece un regalo decisamente costoso al figlio del ministro, un Rolex. Al momento delle dimissioni, Lupi giustificò così la situazione: “Se lo avessero regalato a me l’orologio, non lo avrei mai accettato. Neanche dal mio migliore amico. Ma con Perotti ci conosciamo da anni“. Ma come sappiamo tutti, la politica è percezione.

L’influenza del giovane Napolitano

Durante il cambio decisivo nel ruolo di Presidente del Consiglio tra Enrico Letta e Matteo Renzi, un altro scandalo finì sotto i riflettori. Emerse da alcune intercettazioni, la fortissima influenza che il secondogenito del Presidente della Repubblica Giulio Napolitano, fosse in grado di influenzare totalmente le scelte di suo padre. In particolare, fecero scalpore le parole di Michele Adinolfi che definì Giulio Napolitano come il fulcro fondamentale per poter arrivare al padre.

Salvini e la moto d’acqua

Per concludere questa trafila di quanto può essere difficile essere figlio di un politico, come non citare la polemica sollevata dall’uso di una moto d’acqua da parte del figlio ministro degli Interni Matteo Salvini, Federico.

A Milano Marittima, un giornalista è riuscito a riprendere la scena che ritrae Federico Salvini, accompagnato da un poliziotto, in un fantastico tour a bordo della moto d’acqua della Polizia. Anche se il vicepremier, ha prontamente ammesso l’errore, sono in corso le indagini per uso improprio dei mezzi dell’amministrazione pubblica.