Figlio di Salvini sulla moto d’acqua, indagati tre agenti della scorta

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Arrivano le prime conclusioni in seguito all’apertura del fascicolo d’inchiesta in merito alla vicenda del figlio di Matteo Salvini fatto salire su una moto d’acqua della Polizia. Nella giornata del 19 settembre, tre agenti facenti parte della scorta dell’ex ministro dell’Interno sono infatti stati indagati dalla procura di Ravenna per l’atteggiamento tenuto nei confronti del giornalista de La Repubblica che stava riprendendo la scena dalla spiaggia di Milano Marittima. I reati ipotizzati per i tre poliziotti sono peculato d’uso e tentata o consumata violenza privata.

Figlio di Salvini sulla moto d’acqua

I tre agenti sono stati interrogati dalla procura di Ravenna e formalmente identificati dietro richiesta del ministero dell’Interno. Le indagini sono incentrate proprio sulle immagini girate dal giornalista Valerio Lo Muzio il 30 luglio scorso, nelle quali si potevano vedere due dei tre agenti indagati cercare di impedire le suddette riprese negando di essersi mai qualificati come poliziotti. I poliziotti indagati hanno fornito al magistrato la loro versione dei fatti accaduti quel giorno sulla spiaggia.

Una vicenda per la quale la questura di Ravenna aveva, nelle scorse settimane, concluso gli accertamenti interni inviando i dati alle questure di Roma e Livorno. Alle suddette questure appartengono infatti i te agenti della scorta di Matteo Salvini e i due poliziotti incaricati di utilizzare la moto d’acqua.

La replica di Matteo Salvini

Non si è fatta attendere la risposta del leader leghista, che in un tweet apparso in serata ha dichiarato: “3 poliziotti indagati. Li conosco. Per cosa? Per il giro di 5 minuti sulla moto d’acqua di mio figlio. Indagati. Mi vergogno, manco fossero spacciatori. PRENDETEVELA CON ME, NON CON LORO”.

I fatti del 30 luglio

La vicenda del figlio di Matteo Salvini fatto salire su una moto d’acqua della Polizia scatenò immediatamente aspre polemiche da parte dell’opinione pubblica e dell’opposizione politica. Polemiche che il leader della Lega cercò subito di minimizzare addossandosi la colpa del gesto: “Mio figlio sulla moto d’acqua della polizia?Errore mio da papà. Salvini aggiunse inoltre come i poliziotti presenti sulla spiaggia non avessero nessuna colpa: “Nessuna responsabilità va data ai poliziotti, che anzi ringrazio perché ogni giorno rischiano la vita per il nostro Paese”.