Figliuolo conferma: il Cts studia una nuova norma per le quarantene

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The extraordinary commissioner for the Covid-19 emergency General Francesco Paolo Figliuolo held a press conference on the continuation of the vaccination campaign at the Multifunctional Hall of the Prime Minister. Rome (Italy), November 5th, 2021. (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
The extraordinary commissioner for the Covid-19 emergency General Francesco Paolo Figliuolo held a press conference on the continuation of the vaccination campaign at the Multifunctional Hall of the Prime Minister. Rome (Italy), November 5th, 2021. (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

“La riflessione sul numero di persone in quarantena l’abbiamo fatta questa mattina col ministro Speranza. Gli scienziati stanno studiando con l’Istituto Superiore di Sanità” ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo a proposito dell’elevato numero di persone in quarantena in Italia. “Adesso le quarantene sono diverse per i vaccinati (7 giorni, ndr) e i non vaccinati (10 giorni) - aggiunge - si sta studiando cosa mettere in campo”. Il commissario straordinario per l’emergenza Covid ha quindi confermato che il governo sta valutando l’ipotesi di intervenire sulla durata dell’isolamento per chi è venuto in contatto con un positivo. Si parla ovviamente di chi si è vaccinato.

Intanto scatterà dal 10 gennaio l’avvio delle somministrazioni dei richiami (booster) con un intervallo ridotto a 4 mesi dalla seconda dose. La data, che fino ad ora era soltanto una ipotesi, è stata confermata oggi sempre da Figliuolo in vista all’hub vaccinale nella caserma degli Alpini Vian di Cuneo. “Darà un ulteriore impulso alla campagna; stiamo correndo per cercare di arginare la variante Omicron - dice -. Mi preoccupano ancora gli indecisi, un pò di milioni di persone che potrebbero dare una mano ad arginare il virus e soprattutto queste varianti”.

“Mi preoccupano ancora - insiste il generale Figliuolo - quei 5 milioni e 750 mila italiani che non hanno ancora avuto alcuna dose. Siamo quasi al 90% tra prime dosi e guarigioni da almeno sei mesi, però in quella fascia, specie tra i 30 e i 59 anni, ci sono ancora un pò di milioni di persone che potrebbero essere raggiunte dalle inoculazioni e potrebbero anche loro dare una mano ad arginare il virus e soprattutto queste varianti”.

“La Omicron è molto più contagiosa rispetto alla Delta, qualcuno dice fino a cinque volte, fortunatamente per ora non si stanno avendo evidenze cliniche di gravità, però è chiaro che chi ha fatto la vaccinazione completa e soprattutto chi ha fatto il booster è molto coperto rispetto alla Omicron. Non vediamo per ora in persone che hanno fatto il booster ospedalizzazioni o effetti nefasti”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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