##Filiera agricola a colloquio con Draghi:no aiuti si investimenti

Red
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Roma, 9 feb. (askanews) - "L'agricoltura non ha bisogno di aiuti ma di investimenti". Questo il messaggio che il mondo agricolo porterà domani, nel primo pomeriggio, all'incontro tra il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. I rappresentanti delle associazioni agricole punteranno l'attenzione sulle istanze di un settore che rappresenta il 15% del Pil e che, anche durante la pandemia, non è mai venuto meno al suo ruolo, garantendo coesione economica e sociale. Alle consultazioni parteciperanno Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, riunite all'interno del coordinamento di Agrinsieme, e la Coldiretti.

Franco Verrascina, presidente di Copagri, che illustrerà la posizione di Agrinsieme al premier incaricato, spiega ad Askanews: "come Agrinsieme riteniamo che ci vogliano scelte coraggiose. Tre sono a nostro avviso le linee strategiche: modernizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale, territoriale e di genere. Chiederemo investimenti e non sussidi a pioggia", sottolinea. "Con Draghi - dice - siamo in piena in sintonia quando parla di coraggio, ma non c'è più tempo, ora bisogna mettere in campo il coraggio delle scelte, consapevoli delle difficoltà delle famiglie e delle imprese".

Agrinsieme consegnerà al premier incaricato un "corposo documento" con le proposte del coordinamento delle associazioni agricole, partendo dall'assunto che "l'agricoltura non ha bisogno di aiuti ma di investimenti". Tra le priorità: la rinegoziazione del debito, le agevolazioni contributive, la modernizzazione agricola, gli incentivi ambientali, il sostegno e la promozione dell'agroalimentare e l'istituzione di un tavolo di confronto permanente per il rilancio e la crescita di un settore che "è il fiore all'occhiello del made in Italy, vale il 15% del Pil nazionale e deve giocare un ruolo da protagonista" nel futuro del Paese. Priorità da affrontare immediatamente e con decisione e che devono andare di pari passo con un adeguamento delle infrastrutture materiali e immateriali dell'Italia, con la riforma della Pubblica istruzione, della giustizia e del fisco.

Il presidente di Copagri ha, quindi, spiegato che le associazioni agricole metteranno sul tavolo "l'importanza che deve avere l'agricoltura, per quello che ha dato, che sta dando e può dare", soprattutto vista l'occasione "unica e forse irripetibile" offerta dalle risorse del Recovery fund. "Dobbiamo programmare il bilancio del Paese usando le risorse disponibili - ha detto Verrascina - e abbiamo l'occasione di disegnare l'Italia che verrà, nella certezza che non saranno sufficienti piccoli cambiamenti e che anche gli interventi straordinari già messi in campo in questi mesi andranno ad impattare sulle nuove generazioni".

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ribadisce ad Askanews che "oltre alla revisione del piano vaccini, che è una priorità, è importante che si riformuli il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per puntare in misura più incisiva sugli investimenti addizionali per modernizzare le infrastrutture pubbliche, diffondere la digitalizzazione, valorizzare il capitale umano attraverso la formazione continua e incentivare l'occupazione giovanile". Come già sottolineato nei giorni scorsi, per Confagricoltura è fondamentale portare all'attenzione del nuovo esecutivo anche altre due priorità: il rilancio delle aree interne del paese e il nodo trasporti. "Per aumentare la capacità di competizione del sistema agricolo italiano sui mercati internazionali - puntualizza Giansanti - è indispensabile avere una logistica più avanzata in grado anche di annullare il divario dei costi che penalizza i nostri prodotti rispetto ai principali concorrenti."

Giorgio Mercuri, presidente della Alleanza delle cooperative agroalimentari, anticipa: "è nostro intento sottolineare, nell'incontro di domani con il premier incaricato, il valore strategico dell'agroalimentare all'interno del sistema economico del Paese e la grande possibilità di ammodernamento che il comparto ha davanti se si utilizzeranno al meglio le risorse del Recovery Plan". Ad avviso di Mercuri, per rendere più competitive le imprese agroalimentari è auspicabile poter contare su "politiche fiscali incentivanti e strumenti finanziari adeguati. Il rafforzamento del modello aggregativo rappresentato dalla cooperazione agroalimentare" conclude "può in tal senso costituire un ottimo volano per una maggiore affermazione sui mercati internazionali dei prodotti alimentari autentici, che hanno origine in Italia e che la filiera cooperativa è in grado di valorizzare al meglio, perché lavora la materia prima conferita dai propri soci produttori".

All'interno di Agrinsieme anche Cia-Agricoltori italiani. Il presidente Dino Scanavino chiederà al presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, "un piano di ripartenza che veda protagoniste l'agricoltura e le aree rurali dell'Italia", comprese "le aree interne e svantaggiate", dove gli investimenti sono ancora più fondamentali. Consapevole che la stabilità politica sia la base per costruire le riforme necessarie per il Paese, la Cia-Agricoltori italiani chiederà che avvenga una "adeguata riscrittura" del Recovery Plan per "rimettere in moto una rete di protezione sociale e ricreare nel Paese quel circolo virtuoso economico rimasto da troppo tempo bloccato". Per questo l'associazione sottolinea la necessità di un "piano di ripresa e resilienza che riprogetti il futuro, che includa gli investimenti per modernizzare la Pubblica amministrazione e le risorse da dedicare a sanità, infrastrutture e digitalizzazione". Tra le richieste, quindi, quella di cogliere al meglio "le opportunità delle strategie programmate, a partire dal Green deal europeo, dove l'agricoltura, in sinergia con le altre risorse economiche dei territori, è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista". Cogliere la straordinaria occasione del Recovery Plan, imprimere alla agricoltura una decisa svolta verso la rivoluzione verde, la transizione ecologica e il digitale e rilanciare il fondamentale settore della ristorazione, così penalizzato dalle restrizioni dovute alla pandemia, sono alcune delle priorità di Coldiretti, come illustrato anche nei giorni scorsi dal presidente dell'associazione Ettore Prandini. Per l'associazione sarà possibile attivare in Italia un milione di posti di lavoro green nell'agroalimentare entro i prossimi 10 anni. Le risorse del Recovery Fund sono quindi, per Coldiretti, una "occasione imperdibile per superare lo storico squilibrio nella distribuzione dei fondi europei, che ha sempre penalizzato gli agricoltori italiani, e per superare gli ostacoli alla competitività delle produzioni agroalimentari nazionali rispetto ai concorrenti stranieri. I fondi europei vanno utilizzati per finanziare progetti strategici superando i limiti alla capacità di investimento nel comparto agricolo" conclude Prandini "e alimentare per portare benefici all'intero Sistema Paese con un impegno strategico di lungo periodo".

(di Ada Parisi)