Filiera Italia: assurdo Ue colpisca carne e la promuova sintetica

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 4 feb. (askanews) - "Mentre la commissione tenta di bloccare i fondi alla promozione di uno degli alimenti fondanti della dieta Mediterranea, la carne, il Centre for Food Safety lancia l'allarme sul colorante usato per far dare un aspetto naturale a quella sintetica: un paradosso privo di buon senso". Così, Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia e presidente di Assocarni, commenta le notizie in arrivo da Bruxelles circa la possibile cancellazione dei fondi destinati alla promozione della carne , di fatto assimilando l'alimento a quelli ritenuti pericolosi per la salute.

"Un'iniziativa in contraddizione non solo con la scienza - le ricerche sono unanimi nell'assolvere la carne, concentrando invece l'attenzione su tipologia di prodotti e frequenze di consumo lontanissime da quelle italiane - ma anche contro una corretta educazione all'alimentazione in cui la carne ha un ruolo essenziale come evidenziato dalle sempre più gravi forme di patologie carenziali in chi se ne priva". Dice ancora a Scordamaglia che sottolinea "additare un singolo alimento porta inevitabilmente verso scelte sbagliate e pericolose per la salute come dimostrano gli esempi fallimentari di Paesi che hanno adottato etichettature allarmistiche a cui hanno poi dovuto rinunciare".

"Il timore è che questo non sia che un nuovo passo verso quel processo di chimicizzazione del cibo, che avevamo già denunciato anche in relazione ad alcuni sistemi di etichettatura, e che oggi sembra ancora più pericoloso perché da una parte si ostacola la corretta informazione su un alimento, la carne, prodotto in maniera sempre più sostenibile da milioni di agricoltori europei mentre dall'altra si promuovono soluzioni sintetiche - che il 75% degli italiani aveva già bocciato secondo una recente ricerca Filiera Italia e Coldiretti - su cui oggi gravano anche seri dubbi di salubrità; e la cui produzione sta nelle mani di 3 o 4 multinazionali che vorrebbero controllare il futuro della nostra alimentazione con prodotti in grado di garantirgli altissimi margini a spese di consumatori e produttori".