Filiera Italia: Pnrr, burocrazia non zavorri occasione unica

Red
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Roma, 1 feb. (askanews) - Le risorse previste nel Recovery Plan sono rilevanti, ma laburocrazia non deve zavorrare quella che per l'Italia è una occasione unica. Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, in audizione presso la commissione Agricoltura della Camera sul Pnrr ha spiegato: "le risorse direttamente o indirettamente indirizzate al settore agroalimentare del Recovery Plan italiano sono rilevanti. E non poteva che essere così perché quello che questa crisi ha reso evidente anche per i non addetti ai lavori è che il settore agroalimentare italiano è un asset fondamentale per la crescita del Paese". Transizione verde, digitalizzazione, innovazione ed inclusione, questi i capisaldi che orienteranno il processo anche nel nostro settore, "ma lo sforzo - secondo Scordamaglia - dovrà essere quello di non lasciarli termini generici, ma declinarli in principi concreti da un lato, e in progetti cantierabili dall'altro".

Un processo di modernizzazione, che secondo Filiera Italia, andrebbe fatto mettendo proprio le filiere al centro del cambiamento e innovandole secondo una sostenibilità competitiva. "È quello che abbiamo fatto come Filiera Italia, insieme a Coldiretti, proponendo per le principali filiere del Paese, da quella zootecnica a quella della quarta gamma e dei cereali, progetti di miglioramento in grado di ridurre l'impatto ambientale, aumentare il benessere animale, ridurre gli scarti, favorire la distribuzione del valore aggiunto lungo la filiera".

Un passaggio importante quello di Filiera Italia sulle bioenergie: "ci ha stupito vedere che qualcuno provi ancora a introdurre come obiettivo investimenti fotovoltaici a terra", dice il consigliere delegato sottolineando che "i terreni demaniali e pubblici vanno indirizzati alla produzione non agli scempi fotovoltaici". Da notare come fattori negativi invece la scomparsa dei riferimenti al biometano "su cui molte aziende agroalimentari stanno investendo trasformando i biogas "Risorse apposite devono essere dedicate alla digitalizzazione delle aree agricole ed industriali" precisa Scordamaglia.

Ma perché questo piano possa uscire dalla carta e essere attuato serve un intervento forte di sburocratizzazione: "è evidente che con questa macchina amministrativa non possiamo farcela - afferma Scordamaglia - credo sia oggettivo che l'emergenza abbia messo a nudo come prima cosa il mancato coordinamento tra amministrazioni territoriali e centrali e senza questo cambio di passo, veti e inerzie bloccherebbero anche il migliore dei piani di Recovery". "Si parla di una ambiziosa agenda di riforme per la PA, bisognerà quanto prima precisare cosa di concreto si voglia fare su questo tradurlo in provvedimenti non tanto per la UE, ma per noi altrimenti non saremo mai in grado di rispettare le milestone, i target, gli obiettivi misurabili dei nostri progetti.

Ultimo punto la Governance del piano. "Non credo spetti alla parte privata fare proposte - prosegue il consigliere delegato - ma ho sempre pensato fosse utile guardare a quanto fatto da altri Paesi soprattutto quelli che stanno più avanti nella negoziazione con la Commissione". Secondo Filiera Italia sarebbe, infatti, necessario utilizzare expertise esterne, in grado di tradurre in "europeese" progetti selezionati dalla parte pubblica nell'interesse Paese. "Serve un gioco di squadra pubblico privato trasparente e nell'interesse Paese per una opportunità che non ripasserà per una seconda volta" conclude Scordamaglia.