Filippine, ritrovato il corpo dell’ostaggio tedesco decapitato

Alla fine, dopo giorni e giorni di ricerche, è stato ritrovato il corpo di Jurgen Gustav Kantner. Lo skipper tedesco di 70 anni, rapito a novembre nel sud delle Filippine dal gruppo estremista islamico locale affiliato all’Isil, Abu Sayyaf, era stato decapitato la scorsa settimana. Ora le autorità locali dovrebbero rimpatriare al più presto la salma in Germania.

DFA Statement on the death of Mr. Jurgen Gustav Kantner pic.twitter.com/4oaARvVpcB— DFA Philippines (@DFAPHL) 28 febbraio 2017

L’esecuzione è avvenuta dopo la scadenza dell’ultimatum per il pagamento di un riscatto di circa 600mila dollari che Abu Sayyaf aveva chiesto. Come in un rituale macabro, gli jihadisti lo hanno decapitato tagliandogli la gola con un grosso machete, filmando l’intera scena e pubblicando poi la terribile sequenza del video online su alcuni siti di stremisti islamici.

Sayyaf beheads German #AbuSayyaf #GustavKantner https://t.co/L65VyEv3QP pic.twitter.com/iIKGkPXF9L— German Trends (@Germanolizer) 27 febbraio 2017

L’uomo era stato rapito mentre si trovava con la moglie sulla sua barca con la quale amava girare il mondo. La donna era stata subito uccisa con un colpo di arma da fuoco. I due erano stati già sequestrati in Somalia ma in seguito liberati dopo il pagamento di un riscatto. Il ministro degli esteri filippino, Perfecto Yasay, ha fatto sapere che le autoritá locali stanno cercando di capire la posizione degli ostaggi rimanenti, confermando la politica del “no al riscatto”. Il governo di Manila si è sempre rifiutato di trattare con i terroristi di Abu Sayyaf, che al momento tengono in ostaggio circa 20 cittadini stranieri.

Dopo aver giurato fedeltà allo Stato islamico nel 2016, il gruppo ha iniziato a spargere il terrore tra le Filippine e la Malesia. È responsabile della morte dei canadesi John Ridsdel e Robert Hall, anche loro decapitati dopo che erano saltati i negoziati per la liberazione.

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