Finale avvelenato della campagna elettorale per il Campidoglio tra Michetti e Gualtieri

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AGI - Finale 'avvelenato' nella campagna elettorale per il Campidoglio. La violenza di piazza della scorsa settimana, con l'assalto alla Cgil da parte di gruppi neofascisti presenti alla manifestazione no green pass, ha fatto scivolare anche la disputa capitale sui temi identitari ed ideologici più che sui problemi di Roma.

Ad avvelenare ulteriormente il clima le scritte 'fascista' con richiami a piazzale Loreto apparse questa notte sulla sede del comitato elettorale di Enrico Michetti, subito stigmatizzate dalla sfidante Roberto Gualtieri.  

Per lo sprint finale il 'tribuno' del centrodestra vicino ad FdI - che si professa ex elettore Dc - dice all'ex ministro dell'Economia che nelle sue liste ci sono "estremisti provenienti dai centri sociali".

E il deputato Pd - docente di storia, studioso dell'Istituto Gramsci - che ricorda all'avversario: "Non ha chiara la differenza tra le persone di CasaPound presenti nelle sue liste e chi fa attivismo sociale, come a Lucha Y Siesta o nella distribuzione di pasti ai poveri".  

Dopo il primo turno 'il tribuno' del centrodestra aveva 35mila voti di vantaggio sull'ex titolare del Mef. Gli ultimi appelli al voto dai palchi allestiti per le chiusure elettorali - Gualtieri a piazza del Popolo, Michetti a Campo de' Fiori - confermano la dinamica delle due settimane in vista del ballottaggio di domenica e lunedì: rincorrere la grande massa di astenuti al primo turno, il 51%, e soprattutto le 410mila persone che hanno votato per Carlo Calenda e Virginia Raggi, arrivati rispettivamente terza e quarta.  

Gualtieri ha incassato gli endorsement, a titolo personale, di Calenda, del leader M5s Giuseppe Conte e di molti esponenti di peso del Movimento. Ma non della sindaca uscente che professa equidistanza, in cerca di un protagonismo a livello nazionale nei 5 stelle con una linea meno schiacciata sull'intesa con il Pd. Soprattutto Michetti ha cercato di strizzarle l'occhio, sostenendo abbia fatto anche cose buone. 

"Sarò il sindaco di tutti, rivolgo un accorato appello a chi non ha votato e ai cittadini sfiduciati: unitevi a noi e cambiamo questa città", promette Gualtieri. Al suo fianco il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. L'ex ministro aggiunge: "Roma non si può rassegnare a parlare solo di rifiuti e di buche. Roma è una grande Capitale Europea, gli altri vogliono che noi torniamo ad essere protagonisti nelle grandi sfide del cambiamento della concezione stessa di come essere una città".

Mentre Zingaretti sottolinea: "Vinceremo per ridare a Roma il posto che merita in tutto il mondo. Noi, anche grazie a Gualtieri, abbiamo di fronte una stagione straordinaria di risorse che arriveranno dall'Europa".  

A sostegno di Michetti i leader del centrodestra. Silvio Berlusconi, in collegamento, parla dell'avvocato come un "galantuomo competente" e scommette su Guido Bertolaso, a lungo corteggiato come candidato sindaco, "per risolvere definitivamente la scandalosa situazione dei rifiuti". L'ex capo della Protezione Civile in video garantisce: "Se vince Michetti e il governo lo consente sarò chiamato ad occuparmi dei problemi di questa grande città, come i rifiuti e il Giubileo".  

Mentre Salvini incalza: "Gualtieri è il sistema, quello che ha governato male negli ultimi anni il Campidoglio. Ho la sensazione che si possa vincere a Roma, ribaltare un risultato che a sinistra danno già per scontato". E la Meloni attacca: Non sono mai stata così contenta della fine di una campagna elettorale. Questa è stata una campagna elettorale indegna, nella quale abbiamo visto di tutto: finte inchieste, dossieraggi, insulti".

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