Finalmente grandi inchieste sui giornali sui diritti umani nel mondo. Anzi no

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Hp (Photo: Hp)
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Ora che giornali grandi e piccini si sono scagliati con indignata veemenza contro la sciagurata scelta di Matteo Renzi di mettersi a libro paga dell’Arabia Saudita lodandone addirittura il “Rinascimento”, sono certo che d’ora in poi i suddetti giornali dedicheranno ampio spazio di diritti umani conculcati e denunciati con tanto ardore nella controffensiva anti-renziana.

Finalmente avremo tambureggianti inchieste (non tante, una ogni paio di mesi) sull’oppressione delle donne in Arabia Saudita. Finalmente usciranno articoli (non tanti, uno ogni paio di mesi) sulla sorte delle donne che in Iran si ribellano all’imposizione del velo e sfidano con coraggio commovente carcere, lapidazioni, impiccagione, linciaggi. Finalmente leggeremo reportage (non tanti, uno ogni paio di mesi) sul massacro della popolazione uigura nella Cina tanto corteggiata da politici italiani di lungo corso, alcuni addirittura indicati nel passato e nel presente come candidabili al Quirinale, sulle donne uigure sterilizzate a forza, sui campi di concentramento, sulle deportazioni di centinaia d migliaia di esseri umani. Visto che ci siamo, finalmente scorreremo pepate inchieste (non tante, ne basta una sola) sulla pratica della fustigazione delle donne accusate di adulterio, sull’apostasia dalle fede islamica punita con la pena di morte, sulla violazione sistematica dei diritti umani denunciata da Amnesty International nel Qatar in cui le nostre squadre di calcio disputeranno allegramente i Mondiali di calcio, con partecipe codazzo di sponsor e autorità politiche.

Finalmente no. I giornali grandi e piccini soffrono della sindrome dell’indignazione zigzagante, quella che va e viene a seconda delle convenienze, e quindi è parecchio falsa.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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