Finanza Brescia scopre rete per aziende con 250 addetti in nero

Red-Alp

Milano, 20 gen. (askanews) - La guardia di finanza di Salò (Brescia) ha smantellato una rete collegata ad un'associazione di promozione sociale che, secondo l'accusa, allocava in tempi strettissimi circa 250 lavoratori completamente in nero. Lavoratori, tesserati dell'associazione, che sarebbero stati impiegati da 22 aziende del settore dei servizi di ristorazione/catering e dell'organizzazione di eventi (anche in ambito internazionale) nelle provincie di Brescia, Bergamo, Milano, Cremona, Pavia, Verona, Vicenza e Bolzano. Lo ha riferito la guardia di finanza, spiegando che l'operaizone denominata "Master black" è stata portata a termine insieme con funzionari dell'Ispettorato territoriale del lavoro, dell'Inps e dell'Inail di Brescia.

"La pubblicizzazione e la diffusione di un servizio di somministrazione all'apparenza lecito ed economicamente vantaggioso per le imprese utilizzatrici si è, in realtà, rivelato ingannevole, spregiudicato e idoneo ad alterare la leale concorrenza nel settore della ristorazione" hanno spiegato le fiamme gialle, sottolineando che "infatti, tale schema illegale, oltre che aggirare le norme in materia di lavoro, legislazione sociale, previdenziale e assistenziale a tutela dei diritti dei lavoratori, esponendoli anche a gravi potenziali pericoli, ha in concreto consentito alle imprese utilizzatrici di disporre di manodopera a costi più bassi, ponendo in essere una vera e propria pratica di concorrenza sleale nei riguardi degli imprenditori onesti". "Talvolta, erano le stesse imprese utilizzatrici a segnalare propri collaboratori o ex collaboratori ai referenti dell'associazione allo scopo di beneficiare delle loro prestazioni lavorative senza farsi carico degli oneri previsti dalle inderogabili norme a tutela dei lavoratori, quali la regolare assunzione e il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi" hanno proseguito i finanzieri, aggiungendo che "tra i lavoratori in nero scoperti, sono stati denunciati all'autorità giudiziaria ben 13 percettori dell'indennità di disoccupazione che, essendo stati assunti in nero e senza aver preventivamente comunicato le prestazioni di attività lavorativa all'Inps, hanno continuato a percepire indebitamente l'assegno con conseguente danno al bilancio degli Enti previdenziali ed assistenziali".

All'Associazione sono stati contestati sia l'utilizzo di lavoratori in nero sia l'illecita somministrazione di manodopera, con l'irrogazione di sanzioni amministrative per oltre 500mila euro e l'evasione dei contributi previdenziali, assistenziali ed assicurativi complessivamente dovuti per oltre 80mila euro, con l'irrogazione di sanzioni civili per 30mila euro. Alle aziende utilizzatrici sono state contestate sanzioni amministrative per più di 50mila euro e l'addebito della relativa contribuzione non versata dall'associazione. Sotto il profilo tributario, è stata ricostruita un'evasione fiscale sui profitti conseguiti per circa 300mila euro con il disconoscimento della natura non commerciale dell'associazione e l'accertamento dell'indebita compensazione delle somme dovute a titolo di imposta sul valore aggiunto mediante l'utilizzo di crediti inesistenti per oltre 20mila euro.