Fine del mondo: come e dove trovare un bunker, e qual è il posto migliore per costruirne uno

Gaia
I fatti dell'anno
30 novembre 2012

Gaia, 29 anni e una missione: sopravvivere alla fine del mondo profetizzata dai Maya. Ha tempo fino al 21 dicembre per scoprire tutto quello che può sulla fine del mondo, capire cosa c'è di vero e, in caso di necessità, come mettersi in salvo.

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Diciamo che tutto questo cercare e cercare e cercare sulla fine del mondo mi ha messo un po' d'ansia e vorrei capire almeno come posso mettermi al sicuro e proteggermi. Magari insieme a qualche amico, ché sopravvivere da soli, a lungo andare, rischia di essere un po' noioso.

Il problema è che, a quanto pare, in America sono molto più avanti di noi: di paure ancestrali, gli americani, ne hanno da sempre, e così le case dei ricchi hanno spesso la panic room (come in quel film di David Fincher, anche se a me ha sempre messo l'ansia la panic room in sé, invece delle minacce da cui in teoria ti protegge) o il bunker, pronti ad ospitare intere famigliole in caso di assalto nucleare. O di fine del mondo.

C'è anche chi se lo costruisce ad hoc, è un fenomeno che negli States, dove hanno il gusto per lo spettacolo, hanno chiamato Doomsday Bunker. Nei pezzi di cronaca risultano persino alcuni personaggi arrestati per aver rubato materiale per costruirsi il rifugio, pensate un po'.

Ma in Italia, come si potrebbe fare? Provo su Ebay?

Sì buona idea. Navigo un po', ma niente: scopro che di bunker ne era stato messo in vendita uno nel 2010; un rifugio del 1959 che apparteneva alla Guardia, abbandonato nel 1991, 15 metri per 15, con due stanze, un bagno chimico, una postazione-vedetta e due condotti di ventilazione. Ma è stato venduto, e poi, obiettivamente, era un po' troppo fuori mano.

Idea: scommetto che cercando fra gli annunci immobiliari troverò qualcosa.

E in effetti ci ho visto giusto, basta proprio poco: c'è una villa in vendita in Abruzzo, a Montesilvano, sul mare: ha un giardino da 3mila metri quadri, una piccola dependance annessa, per il personale di servizio e un bel bunker antiatomico. Il costo? 750mila euro tutto incluso.

A Riolo Terme c'è un'offerta simile, ma molto più evoluta: il bunker, in questo caso, protegge anche da attacchi batteriologici e chimici (e quindi, da qualsiasi tipo di potenziale tragedia, a quanto pare). C'è pure il video su YouTube, che mostra una bella porta di cemento armato spessa un metro. Solo che anche in questo caso il prezzo è un po' altino: 1.800.000 euro. Non trattabili, perché il proprietario vuole che ad acquistare il lotto sia un vero intenditore.

Devo dunque rassegnarmi al fai-da-te? Pare di sì, ma stando alle quotazioni che trovo sul web, farsi il bunker richiede uno sforzo economico notevole, che giustifica i prezzi di cui sopra; ci vuole uno studio di valutazione del rischio, un giardino dove scavare (non è cosa da poco), un'equipe specializzata che progetti tutto: le pareti, la porta, il condotto di areazione con il depuratore dell'aria e la schermatura anti-radiazioni. Insomma, a spanne non si spende comunque meno di 300mila euro. Se si vuole un prodotto più evoluto, 700mila. (continua alla prossima pagina)

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E la quantità di cose di cui tenere conto è impressionante. L'impianto di condizionamento, per esempio,  deve essere sempre acceso. Ci vogliono le bombole d'ossigeno all'interno della struttura perché non si sa mai, metti che, nonostante la pressione dell'aria interna sia tenuta costantemente superiore a quella esterna (per evitare che entrino fumi o simili), qualcosa vada storto (e nel caso, be', con chi vai a lamentarti? Devi augurarti che il costruttore abbia a sua volta un buon bunker); e ancora: l'acqua. Secondo le stime che trovo online a cura di un blogger che si offre addirittura per progettazioni, ci vuole una riserva di almeno 4 o 5mila litri. E pannelli solari e magari l'eolico per alimentare il tutto.
Tanto per gradire, il blogger suggerisce anche di mettersi a scavare in un luogo che sia ad almeno 1500-2000 metri sul livello del mare. Immagino per sfuggire ad eventuale innalzamento degli oceani e dei mari. Mi sento scoraggiata, e non ho ancora affrontato la questione-normative: semplicemente non ne trovo traccia, online. Chissà che autorizzazioni bisogna chiedere, non voglio nemmeno pensarci. Anche qui, però, sono gli States a venirmi incontro.

Per esempio, scopro che per una cifra che non dovrebbe superare i 9500 dollari dovrei potermi portare a casa il Temet LSS – 80, un bunker portatile antiradiazioni. E' gonfiabile, come una tenda da campeggio. Certo, sembra poco solido, ma è pratico: se uno sopravvive a potenziali maremoti, terremoti e simili e deve difendersi solamente da un aumento incontrollato della radioattività, per dire, può essere una soluzione mica male.

Ma chi ce li ha, 9500 dollari da investire così? Dubito che si possa rivendere, il 22 dicembre. Forse, salvarsi dall'apocalisse è una questione da ricchi.

Ci sarebbe un'altra soluzione a buon mercato, forse un po' meno sicura ma comunque interessante: i rifugi antiaerei costruiti prima e durante la seconda guerra mondiale. Quello di Mussolini a Villa Torlonia, per esempio. Oppure quelli lungo i confini franco-piemontesi e italo-austriaci.

Ma temo che potrebbero essere sovraffollati e troppo umidi.

E poi mi viene un dubbio atroce: come si sopravvive dentro il bunker? Bisogna far scorta di cibo, per cominciare, l'acqua non basta. E magari di contenitori per il cibo e l'acqua a base di piombo, casomai, appunto, ci fossero radiazioni in giro e uno volesse o dovesse uscire. E chissà quante altre cose.

Insomma, è un bel problema. Forse dovrei pensare anche a un survivor kit.
Tutto sommato, potrebbe essere divertente fare il Doomsday shopping, no?

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Le puntate precedenti

1 dicembre: Facciamo il punto: a quale profezia credere

2 dicembre: Fine del mondo, tutte le teorie (e le smentite)

3 dicembre: Prenoto un viaggio a Bugarach, il paese dove il mondo non finirà

4 dicembre: Provo a entrare in contatto con un vero Maya! Cosa ne pensano i discendenti della profezia?


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