La fine del mondo? C'è la data...

State tranquilli, non c’è fretta. Voi, i vostri figli, nipoti e discendenti avrete il modo di godervi la vita per ancora tante generazioni. Il tempo a disposizione, però, non è illimitato. Fra 2 miliardi di anni non esisterà più nulla. Secondo le ultime ricerche, infatti, presentate al Meeting nazionale di astronomia tenutosi presso l’Università di St. Andrews, in Scozia, allo scoccare dell’anno 2000002013 non ci sarà più nessuna forma di vita. Di fatto, sarà la fine del mondo per come siamo abituati a percepirlo con i nostri sensi.La causa decisiva di un evento così radicale è la carenza di anidride carbonica. Con l’invecchiamento del sole, infatti, aumenterà sempre di più il riscaldamento della Terra. Di conseguenza l’acqua evaporerà in maggiori quantità, si scateneranno reazioni chimiche che diminuiranno l’anidride carbonica e le piante non riusciranno più a sopravvivere. Il passo successivo sarà l’estinzione degli animali erbivori e poi dei predatori. Gli ultimi a resistere saranno i microbi. Ma solo per poco tempo. Tutto questo avverrà nel prossimo miliardo di anni. Dopo un altro arco temporale della stessa durata, si prosciugheranno anche gli oceani. “Tutti gli esseri viventi hanno bisogno di acqua per sopravvivere – spiega l’astrobiologo Jack O’Malley James dell’univeristà di St. Andrews - quindi le uniche forme di vita saranno presenti in quelle zone del mondo, magari ai poli o in grotte sotterranee, dove ancora vi saranno residui di H2O”.

Gli scienziati e i climatologi sono impegnati da anni per evitare la precoce realizzazione di uno scenario così apocalittico. Gli studi stanno puntando sempre di più sul controllo del riscaldamento globale, considerato ormai la minaccia principale al benessere della Terra. D’altro canto le statistiche più recenti sono a dir poco preoccupanti. Se si analizza la ricostruzione del clima negli ultimi 11.300 anni, oggi abbiamo toccato il record delle temperature negli ultimi 4 mila anni. Se questa tendenza non sarà invertita, nel 2100 potrebbe essere raggiunto l’apice più caldo a partire dall’inizio dell’ultima era geologica. C’è bisogno di scelte davvero illuminanti e di un netto cambio di mentalità per avere la possibilità di allontanare l’incombente baratro.

A minacciare la specie umana, comunque, non c’è solo l’ambiente. Altri pericoli rischiano di spazzarci via ben prima dei prossimi 2 miliardi di anni. Da un eventuale conflitto termonucleare alle armi biologiche, dal terrorismo ai nuovi sviluppi nel campo dell’ingegneria genetica. Non a caso quest’anno le lancette dell’Orologio dell’apocalisse (Doomsday Clock) sono state posizionate a cinque minuti dalla mezzanotte, l’orario che simbolicamente indica la fine del mondo e della civiltà umana come la conosciamo. Ci resta solo la speranza che gli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago, creatori di questo strumento per misurare la situazione mondiale in un dato tempo storico, abbiano sbagliato i propri conti.


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