Fine quarantena, green pass e colori: il piano del governo per alleggerire le regole anti Covid

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quarantena green pass colori
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Come annunciato dal ministro Speranza, a breve il governo aprirà un tavolo con le Regioni per avviare un confronto sull’alleggerimento e sulla semplificazione delle regole anti Covid: tra gli interventi al centro della discussione vi sono la fine della quarantena per i positivi, in particolare per i vaccinati con terza dose e seconda dose da meno di quattro mesi, lo stop al sistema dei colori e l’estensione dell’obbligo di green pass anche ad altri negozi oltre a quelli per cui è già previsto. Ancora non è noto quando potrebbero entrare in vigore, ma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ha parlato di “un paio di settimane“.

Quarantena, green pass e colori

La prima proposta di cambiamento riguarda la fine dell’isolamento per coloro che, vaccinati con terza dose o seconda da meno di quattro mesi, sono risultati positivi. Tra le richieste sul tavolo vi sono la riduzione della quarantena a cinque giorni o direttamente l’eliminazione per gli asintomatici, che dovrebbero così ricorrere soltanto all’auto sorveglianza già prevista per i contatti stretti (sempre vaccinati con terza dose o seconda da poco). Presenti tra le proposte anche quella di non sospendere più il green pass ai positivi asintomatici con dose booster e di togliere l’obbligo del test al termine dei cinque giorni di auto-sorveglianza per i contatti stretti.

Quarantena, green pass e colori: le ipotesi

Per quanto riguarda il sistema delle regioni, si potrebbe dire addio alle quattro zone colorate. I governatori vogliono infatti assicurare massima possibilità di spostamento ed evitare nuove chiusure, cosa su cui anche il Presidente del CSS Franco Locatelli si è detto d’accordo: “E’ stato elaborato in un’epoca diversa, che si possa arrivare ad una riconsiderazione è nella logica delle cose“.

Il terzo punto riguarda infine la possibilità di introdurre la certificazione verde anche per accedere anche ad altri negozi oltre a quelli ritenuti non essenziali. Il ministero dello Sviluppo Economico vuole infatti allargare la lista degli esercizi in cui vige l’obbligo inserendo anche tabaccai, edicole, librerie e negozi di giocattoli.

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