Fine vita, CNB: evitare accanimento clinico su bimbi terminali

Mpd

Roma, 7 feb. (askanews) - Nei casi dei bambini terminali "si deve evitare che i medici si immettano in percorsi clinici inefficaci e sproporzionati solo per accondiscendere alle richieste dei genitori e/o per rispondere a criteri di medicina difensiva". Lo raccomanda il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) in un parere appena approvato, esortando a "identificare l'accanimento clinico attraverso dati scientifici e clinici il più possibile oggettivi, garantendo la migliore qualità dei trattamenti disponibili e avvalendosi possibilmente di una pianificazione condivisa tra l'equipe medica e i genitori nel superiore interesse del bambino".

"II superiore interesse del bambino - specifica il CNB - è il criterio ispiratore nella situazione e deve essere definito a partire dalla condizione clinica contingente, unitamente alla considerazione del dolore e della sofferenza (per quanto sia possibile misurarli), e del rispetto della sua dignità, escludendo ogni valutazione in termini di costi economici".

Nel parere il Comitato richiama inoltre a "istituire per legge nazionale e rendere effettivamente operativi i comitati per l'etica clinica negli ospedali pediatrici con ruolo consultivo e formativo, così da favorire la valutazione della complessità di tali decisioni e cercare una mediazione di controversie emergenti tra medici e genitori. Tali comitati etici dovranno essere interdisciplinari, composti da medici pediatri, specialisti degli ambiti medici oggetto di analisi, infermieri, e figure non sanitarie quali bioeticisti e biogiuristi. I comitati non dovranno sostituirsi ai professionisti nell'adottare le decisioni del caso, ma aiutarli ad esercitare in modo responsabile la propria autonomia".

(Segue)