Fine vita, Conte auspica una legge condivisa in Parlamento

Roma, 10 set. (askanews) - "La senatrice Binetti mi ha sollecitato una posizione pubblica sul tema del cosiddetto suicidio medicalmente assistito. Problema delle eventuale depenalizzazione o legalizzazione. Qui c'è, come è noto, un'ordinanza delle Corte Costituzionale, la 207 del 2018, con un forte sospetto di incostituzionalità dell'attuale articolo 580 del codice penale. Il tema non è oggetto del programma di governo. Ho ritenuto io stesso di non inserirlo nel programma di governo, perché non penso sia un tema che si presti a un progetto politico, a delle linee programmatiche, sono in gioco diritti fondamentali della persona, il diritto alla vita". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, replicando in Aula al Senato nel dibattito sulla fiducia ha risposto a proposito della legge sul fine vita.

"Quello che io personalmente posso augurarmi è che il Parlamento trovi il modo per poter approfondire queste questioni e lo possa fare rapidamente, diversamente si arriverebbe a una pronuncia della Corte costituzionale. Sarebbe auspicabile che si possa trovare un'ampia condivisione per poter intervenire e legiferare in materia", ha aggiunto il premier che suggerisce anche di "incentivare il ricorso alle cure palliative, rafforzare tutte le mnisure per alleviare le sofferenze dei malati inguaribili e la formazione bioetica degli operatori sanitari".