Fine vita, Corte: Cappato accertò scelta consapevole Dj Fabo

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Roma, 30 gen. (askanews) - Sono state depositate oggi le motivazioni della sentenza della Corte d'Assise di Milano riguardanti il processo a carico di Marco Cappato, Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni imputato, nell'ambito della sua disobbedienza civile, per i reati di rafforzamento e aiuto al suicidio (art. 580 cp) prestato a Fabiano Antoniani (Dj Fabo).

"La Corte d'Assise rileva la presenza delle 4 condizioni imposte dalla Consulta con sentenza 242/19 per escludere la punibilità della condotta di aiuto al suicidio e la sussistenza dei 3 requisiti procedimentali - spiega l'Avv.Filomena Gallo, coordinatrice del collegio di difesa di Marco Cappato e segretario Associazione Luca Coscioni -, ovvero: verifica delle condizioni del malato da parte di un medico, volontà del malato espressa in modo chiaro e univoco e adeguata illustrazione al malato della possibilità di interrompere la propria vita attraverso sedazione profonda e contemporanea sospensione del trattamento di sostegno vitale. La Corte di Milano ritiene dunque non punibile la contestata agevolazione al suicidio perché rientrante nella circoscritta area di non conformità costituzionale dell'art. 580 cp individuata dalla Consulta".

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