Fine vita, Parisi: Parlamento fermi la Corte Costituzionale

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Roma, 17 set. (askanews) - "Il 24 settembre può accadere qualcosa che cambierebbe radicalmente la Repubblica italiana. Se l'udienza della Corte costituzionale non verrà rinviata, una sentenza sostituirà la potestà legislativa del Parlamento su un tema così rilevante come il fine vita. Si tratta di un pronostico assai facile, leggendo l'ordinanza n. 207/2018 della stessa Consulta. Il Parlamento non abdichi, consapevolmente, alla propria funzione costituzionale. La Conferenza dei presidenti di gruppo, che oggi si riunirà, non può permettersi di aprire una frattura tanto profonda nella distinzione delle funzioni essenziali della Repubblica e, anziché derogare al principio fondamentale per cui le norme devono essere appannaggio esclusivo e inderogabile del Parlamento, chieda alla Consulta un rinvio dei tempi. Si assuma la responsabilità di decidere calendarizzando la discussione delle varie proposte di legge". Così in una nota Stefano Parisi, leader di Energie per l'Italia e consigliere regionale del Lazio. "Quella del fine vita è una questione che mette in gioco le più profonde convinzioni morali e religiose che non possono essere affrontate da un giudice", prosegue Parisi. "È invece compito del Parlamento affrontarle, in quanto unica vera espressione della sovranità popolare. Ecco perché chiediamo a tutti un confronto laico e razionale, ma vero, rispetto a ciò che potrebbe capitare il 24 settembre. Alle forze politiche, alle istituzioni, a ciascun parlamentare diciamo di non fuggire dalle proprie responsabilità. Si abbia il coraggio di decidere", conclude Parisi.