Fine vita, Quagliariello: ora rispettare paletti Consulta

Pol/Vlm

Roma, 22 nov. (askanews) - "La lettura della sentenza della Corte Costituzionale, che presenta alcuni aspetti non scontati, lascia intatta la nostra ferma contrarietà a qualsiasi forma di legalizzazione di eutanasia e suicidio assistito e conferma come questo esito discenda interamente dalla legge 219 sulle Dat e dal germe eutanasico da essa introdotto nel nostro ordinamento. Chi a suo tempo negò questa evidenza dovrebbe oggi chiedere scusa". Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, di 'Idea-Cambiamo'.

"Di fronte all'incombere di un giudizio già prospettato da parte della Corte Costituzionale - prosegue - noi eravamo convinti, pur consapevoli di essere in minoranza, che dovesse intervenire il Parlamento, perché ambiti che chiamano in causa i fondamenti della civiltà non possono essere sottratti al circuito della sovranità popolare. Così non è stato, e oggi ci troviamo di fronte a una sentenza annunciata".

"Ora ciò che diviene necessario è quantomeno il rigoroso rispetto dei paletti posti dai giudici, in termini di necessità di una verifica pubblica e dell'intervento di un organo terzo, di libertà dei medici e delle strutture che rende il suicidio assistito un atto in alcuni casi legittimo ma non un diritto esigibile, e anche rispetto al tema non meno rilevante di un possibile ulteriore scivolamento dal suicidio assistito all'omicidio del consenziente, che la Corte Costituzionale sembra bloccare sul nascere. Purtroppo il piano inclinato verso la morte di Stato è già stato imboccato con il testamento biologico: ora - conclude Quagliariello - è doveroso vigilare sul rispetto degli argini che possono ridurne la pendenza".