In Finlandia gli husky fanno una brutta fine

Riccardo Liguori

Da metà anni '80 fino al 2016, la regina della Lapponia finlandese è stata la motoslitta. Ora, invece, a sostituirla c'è quella trainata dagli husky. Il problema è che ai cani viene richiesto un servizio intensivo a causa di un turismo poco ‘equilibrato'.

Oltre 4mila sono gli esemplari impegnati nei tour che oggi portano i turisti a esplorare l'algido Nord, in un'esperienza tra neve e bianchi paesaggi. Eppure, il destino dei nostri fidi amici non è così roseo: raggiunta l'età del pensionamento, infatti, vengono abbattuti. Un po' come accade ai levrieri in Gran Bretagna o i cavalli di corsa azzoppati, in Italia. Quando diventano “economicamente inutili”, oppure sopraggiunge un momento di crisi finanziaria, vengono fatti sparire.

Il caso dei 100 husky

Basti pensare al caso del 2010, quando oltre 100 husky siberiani venivano abbattuti da una società di slittini a Whistler, Canada, a seguito di un crollo delle prenotazioni di tour tra i ghiacci. Questo accadeva, non a caso, poco dopo la fine dei Giochi Olimpici invernali.Ma gli husky devono affrontare anche un altro problema. A causa dei cambiamenti climatici la stagione fredda, cioè quella economicamente più redditizia, continua ad accorciarsi. E questo per i cani significa rimanere disoccupati per nove mesi all'anno.

Inoltre, non tutte le aziende che se ne prendono cura, riservano a questi animali la dovuta attenzione. “Le condizioni di questi esemplari tendono ad essere buone, qui”, ha sottolineato alla CNN García-Rosell, docente senior di business del turismo responsabile presso l'Università della Lapponia, e leader del progetto presso Animal Tourism Finland. “Però - ha confessato lo studioso - potrebbero sicuramente essere migliori”.
“Tutti i turisti che hanno come meta la Lapponia con il tour operator finlandese Skafur-Tour vogliono sperimentare un viaggio sulla ‘slitta-husky'”, ha sottolineato Riitta Kiukas, fondatrice della società. “Parliamo di animali nati per correre sempre, e abituati alle condizioni artiche. Gli husky non sono animali domestici”. Allungare la stagione turistica potrebbe essere una soluzione che avvantaggia sia i colleghi a quattro stampa che l'economia locale.  “In questo modo sarebbe anche più sostenibile e sano il servizio richiesto agli animali”, ha continuato Kiukas.

Vittime dell'overtourism

Eppure, ancora oggi il numero di turisti in Lapponia si concentra in una manciata di mesi: solitamente da dicembre a febbraio. In questo modo le aziende locali non riescono a tenere il passo. “Poco diluita la richiesta turistica”, ha confessato Kiukas. E gli husky, così, diventano vittime dell'overtourism. Super produttivi per tre mesi, fermi per gli altri nove.

Stagioni più lunghe, invece, manterrebbero i cani impegnati tutto l'anno. E in modo più sano. “I turisti vengono per un periodo di tempo molto breve, intorno a Natale e Capodanno, e fino a febbraio”, ha sostenuto Kiukas. "Ma i cani vivono dodici mesi all'anno”. “È fondamentale che i visitatori arrivino in momenti leggermente diversi. Avrebbero un safari migliore perché sarebbero divisi in gruppi più piccoli. E i cani potrebbero lavorare meglio”, ha concluso Kiukas.

La soluzione nel safari autunnale 

Safari autunnali, ad esempio, permetterebbero ai cani di rimanere attivi, trainando slitte a rotelle attraverso la campagna nordica. “Il paesaggio in quel periodo è molto bello. Così, inoltre, ci sarebbe un impegno collettivo nel rendere il settore sostenibile”, ha ricordato Anna McCormack, gestrice di Hetta Huskies, società che si occupa di organizzare i tour su slitta. “Oltretutto - ha sottolineato Krissy Roe, responsabile di Responsible Travel - husky felici e più attivi sono in grado di garantire un viaggio più piacevole. Per tutti”.