Finta invalida di Palermo scoperta mentre balla

palermo falsa invalida
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Falsa invalida al 100% a Palermo: la donna aveva ottenuto la riconferma nel 2010, ma è stata identificata in alcune foto in cui balla.

Falsa invalida per 39 anni a Palermo

Foto al mare, al mercato o mentre ballava, ma anche intercettazioni con il medico. Queste le prove a disposizione delle Fiamme Gialle sulla presunta truffatrice con capacità che non corrispondevano alla grave patologia per cui era stata dichiarata invalida al 100%, con assegno mensile di 800 euro.

A tradirla è stata una foto postata su Facebook che la immortalava mentre ballava la danza del ventre. I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno come indiziata una donna di 65 anni di Trabia, in provincia di Palermo, denunciata per aver simulato una grave disabilità mentale beneficiando di un trattamento pensionistico di invalidità civile con indennità di accompagnamento.

La finta disabilità e le intercettazioni

Nei certificati medici veniva scritto che l’invalida non rispondeva «agli stimoli visivi e uditivi, con tremori agli arti superiori e grave ritardo intellettivo». Una diagnosi smentita con le immagini sui social che la riprendevano mentre si trovava al mare, o mentre faceva la spesa al mercato parlando tranquillamente con i commercianti e con i clienti.

E ancora, le intercettazioni:

«Ogni tanto andavo dal dottore e mi facevo prescrivere due pacchi di pillole e le mettevo dentro, e poi infatti le buttavo. Certo, io le caramelle eh.. le dovevo prendere, se non le prendo risulta, perché comunque prendo le caramelle, ha capito?»

Grazie a questa frasa, la pensionata aveva ottenuto nel 2010 la riconferma dell’invalidità al 100%.

Le parole del colonnello del nucleo di Polizia

In questi mesi, però, è stata seguita, filmata e intercettata dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria, che hanno raccolto una serie di indizi sulla truffa. Il colonnello Gianluca Angelini, comandante del nucleo di Polizia economico finanziaria, ha commentato:

«Nessuno deve più tollerare queste gravi forme di truffa: tutti devono sentirsi investiti della responsabilità di essere sensori della legalità, segnalando comportamenti illeciti di cui si abbia conoscenza, a tutela dei cittadini onesti».

Ora è stato operato un sequestro preventivo di 205mila euro: è la somma che la donna avrebbe percepito in modo illegittimo dal 1983 ad oggi.

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